Mister Alessandro Nesta, alla vigilia della gara contro l’Empoli in programma domani alle 14 allo stadio “Castellani”, ha parlato in conferenza stampa del periodo che sta vivendo la squadra e dell’addio di Federico
Dionisi.
Ecco le sue dichiarazioni, rilasciate ai microfoni dell’Ufficio Stampa del club giallazzurro: “Quella che si apre sarà una fase del campionato molto importante, abbiamo perso del terreno ed è necessario fare tanti punti se vogliamo riprendere la corsa. Come sta la squadra? Io sento un po’ di scoramento perché abbiamo lasciato dei punti, ma quanto dirò ora non deve essere preso come una scusante: abbiamo giocato contro il Pordenone con 12 giocatori, proprio per questo non cerchiamo mai alibi. Ci siamo presentati sul campo e pareggiato. Nei successivi 15 giorni abbiamo avuto qui al campo di allenamento appena 11 giocatori per fare le consuete partitelle settimanali. In quel lasso di tempo, in quelle partite durante la settimana di allenamento potevamo schierare 5 giocatori contro altri 5. E allo stesso tempo avevamo 14 ragazzi sul divano, a casa, con il Covid. Adesso stiamo pagando qualcosa, perché quelli che sono tornati hanno perso la condizione, la stessa condizione che siamo riusciti a mantenere negli altri. E allora dico di più: quando hai due giocatori fermi col Covid è un conto, quando ne hai 14 che debbono ritrovare la condizione, è normale che la squadra abbia un calo di rendimento. Io sento tante parole, ma questo è un dato di fatto. Lo ripeto: nessuno cerca scusanti, sicuramente ripartiremo e sicuramente riprenderemo il cammino quando i giocatori staranno tutti bene. Stiamo uscendo da questo periodo nel quale si vedeva chiaramente che i ragazzi non andavano. Sono fiducioso per il futuro. Accettiamo tutte le critiche, ma chiedo allo stesso tempo anche lucidità nei giudizi: quello che è capitato qui a Frosinone nel mese passato è stato qualcosa di eccezionale. Poche squadre in Europa hanno subìto come noi. Non è una scusante e lo sottolineo ancora altrimenti non mi sarei presentato con il Pordenone, dove abbiamo rischiato di fare una brutta figura ma siamo andati a giocare. Quello che chiedo è semplice: stiamo vicini alla squadra, tutti. Qui c’è un allenatore che si prende tutte le responsabilità, però diamo un peso a questo periodo che abbiamo trascorso. Non è che si recupera un giocatore ed è subito pronto per dare il massimo. Stiamo comunque crescendo, torneremo quelli di prima del Covid, quando eravamo al 3° posto. La scorsa stagione prima dello stop eravamo ad 1 punto dalla seconda. Dionisi? Non devo certo dire io nulla di più su un giocatore come lui. Come è successo a tutti i giocatori che sono stati a lungo in un club, c’è un inizio e c’è una fine. Faccio un grande in bocca al lupo a Federico, ci siamo abbracciati quando è andato via. Lo ringrazio per quello che ha dato durante la mia gestione. Abbiamo avuto i nostri problemi ma tutto si è chiuso con un abbraccio e una stretta di mano, anche durante i confronti duri, perché ci sono stati. La cosa più bella è stata quando è andato via, l’ultimo giorno: ci siamo abbracciati. Ecco, gente di sport, gente di calcio fa queste cose. Quando c’è da discutere si discute ma l’onestà tra le due parti deve rimanere sempre. Tutte le cose finiscono. Quando giocavo io sono andato via dalla Lazio dopo 10 anni, poi sono andato via dal Milan dopo altri 10 anni: lo ripeto, tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Il futuro della mia panchina? L’ultimo dei problemi che mi pongo. Empoli? Credo che in questo momento le squadre che stanno meglio in serie B siano la Cremonese e proprio l’Empoli, che esprime qualità e gioco. Sarà una partita difficile e non sarà come quella dell’andata quando abbiamo perso immeritatamente. Adesso troveremo una squadra diversa, superiore, consapevole di quello che fa. Dobbiamo ritrovare compattezza e agonismo, libertà di testa come qualche mese fa. Poi ognuno ha le proprie carte, noi giocheremo le nostre“. E.P.
