(di Angelica Buccitti) Prosegue lo sciopero degli studenti degli Istituti di Frosinone e provincia. Nelle giornate di ieri e oggi tutti i rappresentanti dei vari istituti hanno portato avanti lo sciopero iniziato già da diversi giorni, sottolineando varie richieste in un confronto diretto con i rispettivi Dirigenti scolastici.
“Vogliamo rientrare ma #nonaquestecondizioni”. È stato lanciato un hashtag e si è svolto uno sciopero con striscioni presso i vari Istituti della provincia. Gli studenti hanno ricevuto così l’attenzione dei vari Presidi e raggiunto dei compromessi che spaziano dall’attenzione agli orari alla maggiore sicurezza nelle aule. Gli studenti, all’unanimità, hanno deciso di manifestare poiché reputavano inadeguate le misure con cui si intendeva riprendere la didattica in presenza: “Non siamo contro il rientro, ma contro il modo in cui dovremmo rientrare.” Interviene Simone Vona, rappresentante d’Istituto A. Volta di Frosinone, “Io, da rappresentante di Istituto vorrei sapere: con quale coraggio dovrei mentire agli studenti che rappresento? Con quale coraggio dovrei invitarli ad entrare a scuola quando non hanno neanche i mezzi per arrivarci? Con quale coraggio dovrei dire che i Cotral sono sicuri e il virus non si trasmette in classe, soprattutto durante la pausa pranzo? Con quale coraggio dovrei invitare gli studenti a lasciare la finestra aperta in classe quando le temperature in aula sono bassissime? Con quale coraggio dovrei spronarli a studiare quando alcuni tornerebbero a casa alle 19:30 per incompatibilità di orari scolastici e Cotral? Insegnanti, Dirigenti, Prefettura di Frosinone, Ministra, come si può mentire? Noi vogliamo rientrare, ma non a queste condizioni”. Il rappresentante d’Istututo A. Volta Simone Vona vuole puntare i riflettori su quello che è un modo non intelligente per cercare di favorire il rientro a scuola evitando nel frattempo di prevenire ulteriori contagi. Giuseppe Manzo, invece, rappresentante d’Istututo Severi afferma: “Come rappresentante degli studenti sento la necessità di riportare il disagio percepito da tutti i miei compagni. Dopo lunghi mesi di didattica a distanza, in cui ci hanno promesso di rivalutare la scuola e di star lavorando per un rientro in sicurezza, è chiaro che l’impegno politico è stato totalmente assente. Vogliamo rientrare nelle nostre classi e poter affrontare i nostri anni di formazione in piena sicurezza, ma questo non avverrà se non ci saranno reali soluzioni. Ora vogliamo essere considerati per quello che siamo veramente: non irresponsabili, ma il vostro futuro! Anche noi studenti in questo periodo siamo in difficoltà, aiutateci!” L’appello finale va al Governo, ai Presidi, alla Ministra dell’ istruzione e a tutte le Istituzioni di competenza: vogliamo essere considerati per ciò che siamo, le fondamenta su cui costruire un solido futuro nel quale vogliamo poter credere e sperare! Angelica Buccitti
