Ceprano – Scelta la nuova mascotte del Museo di Fregellae “A. Maiuri”

Carlo Capone
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Il Museo Archeologico di Fregellae “A, Maiuri” ha la sua nuova mascotte ufficiale. Il concorso indetto ad ottobre del 2020 è stato infatti chiuso con la scelta del lavoro realizzato da Simone Ghirardi. Hanno partecipato alla selezione ben 103 lavori, con la mascotte vincitrice che è stata poi scelta tra quelle dei 5 artisti arrivati in finale. La nuova mascotte accompagnerà il MAF, il brand commerciale, la squadra dirigente, il gruppo di lavoro, i futuri visitatori e la stessa Ceprano. Il concorso è stato curato dall’Assessore alla Cultura Anna Letizia Celani, coadiuvata dal direttore scientifico del Museo Teresa Ceccacci.

Spiega l’Assessore Celani: <Il termine mascotte è diventato popolare grazie ad una operetta del 1880 scritta da Edmond Audran. L’operetta si intitolava proprio La Mascotte e raccontava la storia di Bettina, una contadinella che portava fortuna a chi la prendeva al suo servizio. L’operetta ebbe molto successo e dal quel momento il termine mascotte iniziò a rappresentare un qualcosa che porta fortuna. L’augurio è che la nostra mascotte porti fortuna al nostro museo e diventi il più possibile riconoscibile con la nostra storia, il nostro territorio>. Si spiega in un comunicato “La mascotte deve comunicare in maniera semplice con il pubblico di qualsiasi età, deve essere riconoscibile e identificativa del museo, legarsi in maniera forte con esso e con la sua storia. Le cinque opere finaliste dimostrano lo studio attento di Fregellae e dei reperti che appaiono anche sotto forma di simbolo nelle opere pervenute. Quasi tutte si soffermano in particolare sul personaggio di Esculapio, la divinità invocata per il desiderio di guarigione dalle malattie, quel Dio che può comprendere le sofferenze umane. L’idea di Esculapio era sicuramente connessa alla presenza del tempio del Dio della medicina, ma un reperto presente nelle collezioni museali che reca la scritta latina Salus ha influito maggiormente sulla scelta del vincitore. L’opera di Simone Ghiradi I risponde pienamente a questi criteri. La fanciulla rappresentata potrebbe essere identificata come IGEA, divinità classica figlia di Esculapio, e dea della salute, che impugna il bastone sacro o la verga del Dio che può guarire o uccidere grazie alle sue proprietà medicamentose. Un’opera realizzata con tecnica di disegno e colorata ad acquerello che infonde e veicola un messaggio di speranza, un omaggio alla medicina, deposto nella verga di Esculapio affinché ci doni quella salvezza attraverso il “farmacos” e la serenità di cui tutti ora abbiamo bisogno”. CAP
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