Anagni – Project Financing, tra futuro incerto e passato nebuloso

Ettore Cesaritti
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La maggioranza che amministra la città dei papi, e pure qualcuno della minoranza, hanno deciso di ricorrere alla formula che non sempre si rivela una scelta producente.

L’opposizione politica, sia consiliare che esterna a Palazzo d’Iseo, tuona contro i “progetti di finanza” addebitando alla coppia Fiorito-Natalia, ormai archeologia del potere locale, l’utilizzo di un sistema tutto da condannare. In ogni comunicato, poi, appare il richiamo al nefasto “project financing” applicato ai lavori relativi all’ampliamento del Cimitero. In passato la giunta di centrosinistra, sindaco Bruno Cicconi, decise di ampliare il cimitero: mai decisione fu più assurda. A quell’epoca dentro le urne giacevano i resti di 12mila defunti. Sarebbe bastato estumulare quelli sepolti da oltre 30 anni e non da 10 come da normativa specifica, per recuperarne almeno 6mila. Invece no; il “partito” da Roma sollecitava l’intervento al project financing, da assegnare a soggetto ben identificato. Per non scontentare nessuno, vennero incaricati 3 tecnici, ognuno referente degli altrettanti partiti al potere. Dopo le prima fasi, la sconfitta elettorale: i compagni tradirono Cocchi a favore di Fiorito, ed il sindaco baby (appena 30 anni) salì in cattedra. I lavori al cimitero non rispettarono il progetto iniziale, e le varianti si susseguirono in maniera folle. Fino alla novità del loculo familiare di epoca bassettiana, con la Corte dei Conti che non ha ancora sentenziato in materia. Jackal
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