FOCUS – Pillole d’Oriente, maxi sequestro di prodotti utilizzati per la medicina tradizionale cinese

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) La brillante operazione Pillole d’Oriente ha portato al sequestro di centinaia di integratori alimentari, tra cui cerotti, pomate, radici, erbe essiccate e pillole, contenenti specie vegetali e animali protette dalla convenzione Cites.

Il Raggruppamento Carabinieri CITES – Reparto Operativo – Sezione Operativa Centrale ha smantellato con l’operazione Pillole d’Oriente il commercio internazionale di prodotti contenenti specie vegetali e animali tutelate dalla normativa Cites utilizzati per la medicina tradizionale cinese. Nella vasta operazione che ha interessato la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Toscana e il Lazio, il Reparto Operativo Cites di Milano, Bologna, Reggio Emilia, Prato e Roma con il supporto dei Nuclei Carabinieri CITES di Milano, Bologna, Firenze, Modena, Roma e dei Gruppi Carabinieri Forestale di Milano, Reggio Emilia e Roma, ha denunciato alle Autorità Giudiziaria territoriali alcuni cittadini di nazionalità cinese. Sono stati deferiti per varie ipotesi di reato, tra cui la violazione delle norme che regolano il commercio, la detenzione di piante protette dalla Convenzione CITES. Inoltre sono stati posti sotto sequestro centinaia di integratori alimentari, tra cui cerotti, pomate, radici, erbe essiccate e pillole. Tra gli ingredienti contengono parti di esemplari vegetali di “Saussurea Costus” una pianta che cresce in Himalaya, molto usata contro i disturbi gastrici e parti di animali di “Moschus Moschiferus”, il mosco siberiano diffuso nelle foreste di montagna dell’Asia nord-orientale. Sono specie tutelate dalla convenzione di Washington e la cui messa in vendita costituisce reato. Questi “preparati” per la medicina tradizionale cinese dovrebbero garantire la guarigione di alcune malattie respiratorie, il reumatismo e le malattie cutanee, in contrasto alla medicina convenzionale. A seguito dell’attività di indagine i Carabinieri Forestali hanno anche denunciato alcuni esercenti commerciali cinesi per la violazione delle disposizioni del REG. (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori. in quanto le indicazioni riportate sulle etichette di alcuni prodotti non erano facilmente comprensibili agli acquirenti. È stato inoltre deferito un soggetto di origini cinesi, titolare di un’erboristeria, per esercizio abusivo della professione di medico farmacista per aver posto in vendita, senza la prescritta autorizzazione, alcuni prodotti tra cui antistaminici, contraccettivi in pillole e psicofarmaci.  Un’attenzione particolare alla conservazione della natura, ma anche alla tracciabilità degli alimenti e alla salute. L’operazione “Pillole d’oriente” ha evidenziato l’esistenza di ramificate “sacche di illegalità” in cui commercianti senza scrupoli e acquirenti per lo più ignari della normativa in vigore, mettono a rischio l’esistenza delle specie animali e vegetali tutelate dalla CITES. Un utilizzo tanto più inutile perché i principi attivi, laddove presenti, possono essere facilmente sostituiti con la medicina convenzionale. Costante lo sforzo dei Carabinieri Forestali, le cui attività di controllo sono ancora in corso, anche in altre città d’Italia, per chiarire se nel traffico siano coinvolti anche commercianti di altre nazionalità.  Un duro colpo al commercio irregolare che oltre a contravvenire alle regole del mercato, costituisce un grave rischio per le specie vegetali e animali protette. Anna Ammanniti
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