Questa mattina in località Laurentina – Acqua Acetosa Ostiense sono stati sequestrati sei impianti di autodemolizione e diversi automezzi, coinvolte 38 persone, dovranno rispondere di reati ambientali relativi alla gestione illecita di rifiuti pericolosi, ma anche truffe assicurative e simulazioni di reato, per la demolizione di una molteplicità di veicoli oggetto di successiva denuncia di furto.

Un maxi sequestro di 6 impianti di autodemolizione e 15 carri-attrezzi, a carico di 16 diverse aziende di Roma Capitale e Fiumicino.
Questo il bilancio della brillante operazione condotta dai militari del Gruppo Carabinieri Forestale e NIPAAF di Roma, comandati dal colonnello Giuseppe Lopez, unitamente alla Polizia Locale di Roma Capitale, alla Polizia Locale della Città Metropolitana di Roma Capitale, al Gruppo Carabinieri di Roma – Compagnia Roma Eur e al Reparto Aeromobili Carabinieri, con il supporto tecnico di Arpa Lazio. Alle prime luci dell’alba è stata data esecuzione all’ordinanza con le misure cautelari disposte dal GIP su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L’attività investigativa era nata dalle
verifiche a carico degli impianti di autodemolizione per lo più privi di autorizzazione per mancanza dei requisiti essenziali ai fini del rilascio. Dopo un’attenta verifica amministrativa sono emerse le prime ipotesi di reato condivise dalla Autorità Giudiziaria ed approfondite con attività tecniche di alto livello. L’attività congiunta di varie forze di polizia ha consentito di accertare come gli impianti operassero in assenza di titoli abilitativi validi, occupando con rifiuti pericolosi aree aperte al pubblico transito e senza rispettare i minimi criteri ambientali previsti dalla norma speciale. Le attività hanno inoltre evidenziato circostanze in cui i veicoli fuori uso non venivano neanche privati dei combustibili né di altri componenti pericolose e gestiti in totale dispregio della sicurezza ambientale. Le misure adottate determinano l’interruzione dell’attività illecita e l’avvio di tutta la complessa fase di bonifica dei siti e del recupero ambientale dell’area.
Anna Ammanniti