(di Anna Ammanniti) La morte di Asia, una bambina di soli 9 anni ha sconvolto l’intera comunità anagnina. Oggi al Palasport Tiziano Ciotti si è riunita la famiglia, gli amici e i parenti per l’ultimo saluto.
Davanti a una tragedia così grande anche il diritto all’informazione fa un passo indietro. La libertà di manifestazione del pensiero diventa piccola, fa spazio alla tristezza, c’è la tentazione di metterlo da parte, chiudere gli occhi e buttarsi nell’oblio. Non esiste tragedia più grande nel perdere un figlio, è straziante raccontare, non esiste lutto più grande della morte di un figlio. Sicuramente ogni morte è dolorosa, ma perdere un figlio, l’essere che hai visto nascere e crescere è una pena troppo grande. Niente sarà più lo stesso per i genitori, la famiglia, i parenti, gli amici tutti. È un dolore senza fine. Pianto antico di Giosuè Carducci
“L’albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da’ bei vermigli fiori
nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor.
Tu fior de la mia pianta
percossa e inaridita,
tu de l’inutil vita
estremo unico fior,
sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra;
né il sol piú ti rallegra
né ti risveglia amor.”
Anna Ammanniti
