Senza entrare nel merito di materia che è bene lasciare ai “competenti” ed alle dotte disquisizioni degli “esperti” ben pagati in televisione, argomentiamo e proponiamo una riflessione.
Gli esperti del settore assicurativo, nel tariffare i rischi per l’emissione di polizze specifiche, analizzano la sinistrosità dei vari comparti. Tra gli sport i cui appassionati si evita di assicurare, oltre al motociclismo, c’è lo sci. Ogni anno, oltre trentamila infortuni accadono sulle piste innevate, con conseguenti salvataggi e ricoveri, oltre alle cure ed ai possibili interventi chirurgici. Si contano, purtroppo, anche numerosi decessi. Già normalmente, la situazione desta allarme. Nell’attuale periodo, proviamo ad immaginare trentamila letti d’ospedale occupati da pazienti infortunatisi su sci e slittini. Senza considerare i periodi di cura e convalescenza a carico degli enti assistenziali. Basterebbero questi dati, per far comprendere ai cittadini la necessità di trascorrere il fine anno a casa, ove non fosse sufficiente la deterrenza imposta dal coronavirus. Jackal
