Violenza fisica, psicologica e sociale contro le donne. Con queste armi si può spezzare un’anima.
Oggi, nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il sindaco di Campoli, Pancrazia Di Benedetto, ha deciso di aderire al progetto promosso dalla Regione Lazio e in particolare dal Consigliere Sara Battisti, intitolato “100 volti di donne”. Un vero e proprio libro fotografico che testimonia i maltrattamenti sulle donne, nel quale la prima cittadina di Campoli ha deciso di metterci la faccia! Quella tumefatta, livida e sofferente che ben rappresenta il volto di altre donne che sono state picchiate nella realtà quotidiana, anche per futili motivi. Attraverso questa importante iniziativa, il sindaco Di Benedetto ha voluto condividere alcune toccanti testimonianze di donne che hanno vissuto direttamente la violenza. “Ho paura. Ogni piccolo rumore, anche quando sono fuori, mi fa pensare che lui stia venendo da me. Ormai anche la mia anima porta i segni della violenza. Ogni volta che mi guardo allo specchio il mio senso di inadeguatezza si fa sempre più pesante. So di non essere l’unica, so di non essere la sola. Così ho deciso di denunciare, di urlare stop alla violenza di genere, per sentirmi finalmente donna. La prossima volta che un uomo mi toccherà sarà solo per amarmi! Tutte insieme saremo in grado di rompere il muro del silenzio”. Un muro di silenzio che ha contribuito a seminare vittime, laddove, a volte, potevano essere salvate. La statistica dice che 88 donne su 100 non denunciano le violenze subite per non essere additate dalla società, per paura e vergogna di colpe che non hanno. Si sentono sempre più sole e vulnerabili. Durante il lockdown poi, la paura era all’ordine del giorno e le chiamate al numero 1522 sono aumentate del 73% rispetto allo stesso periodo nel 2019. “Nel mio piccolo, sia da donna sia da amministratrice – ha concluso il sindaco Pancrazia Di Benedetto – mi batterò sempre contro la violenza sulle donne e la violenza in genere. Nessuna donna deve sentirsi sola e incompresa, ma accolta e supportata. Ogni donna ha il diritto di tornare a respirare a pieni polmoni e libera di denunciare. Le Istituzioni saranno al loro fianco”. Caterina Paglia
