Provincia – UGL Sanità: “Troppo tempo nell’immobilismo, il nuovo direttore generale velocizzi processi”

Francesca Merolle
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UGL Sanità elenca alla dirigenza apicale distrettuale/ospedaliera criticità e priorità.

“Meglio tardi che mai, ben venga la pubblicazione dei bandi per il conferimento di incarichi di UU.OO.CC. da decenni sprovvisti e magari indetti per UU.OO.CC. prima della loro istituzione. Lentezza burocratica inaudita: mentre si attivavano concorsi/avvisi pubblici (tra cui nell’urgenza manifestazione d’interesse) in ogni e dove, per la ASL di Frosinone nulla di tutto ciò, sebbene la carenza di personale: “medici – infermieri – tecnici sanitari – OSS – amministrativi”, ad oggi non ha eguali, le scarse assunzioni compiute, che non colmano neppure i dismessi per quiescenza, sono avvenute tramite graduatorie di altre ASL e la stragrande maggioranza di essi è assunta a tempo determinato. Pochi esempi ma sufficienti per rendere chiari gli accadimenti: 1. avviso pubblico per il reclutamento di 120 OSS indetto con delibera n.1968 del 31/10/2019 pubblicato sul BURL del 5 DICEMBRE 2019 – in gazzetta Ufficiale il 03/01/2020 con SCADENZA 2 FEBBRAIO 2020, ad oggi nulla si è ancora in attesa della sacrosanta definizione di una graduatoria ; 2. avviso pubblico per l’assunzione a tempo determinato di 13 TERAPISTI NEURO PSICOMOTRICITA’ indetto con delibera n..2205 del 20.12.2019 informa aggregata pubblicato sul BUR il 10/03/2020 – in Gazzetta Ufficiale il 03/04/2020 con scadenza il 3 maggio, ad oggi si è in attesa; 3. avviso pubblico per l’assunzione a tempo determinato di n.4 tecnici della prevenzione, mai pubblicato sul BURL, secondo quanto riferito dalla Regione Lazio bloccato dalla ASL di Frosinone che a quanto pare nega, malgrado da più voci sembrerebbe che dal gennaio 2020 ad oggi non siano stati effettuati controlli sul territorio per mancanza di tecnici della prevenzione, tantomeno risulta che si siano attuati i necessari controlli in sanità pubblica e privata; 4. Ancor più, la Regione Lazio tramite la ASL di Latina indice avviso pubblico per l’assunzione di tecnici della prevenzione con disponibilità immediata, da assegnare al SSR, ivi compreso la ASL di Frosinone. Guarda caso vengono assegnati in ogni e dove tranne che alla ASL di Frosinone. Per non parlare poi del caos organizzativo!!! A distanza di circa 20 anni di blocco assunzionale finalmente grazie al concorso indetto dal sant’Andrea si procede al reclutamento di giovani infermieri alcuni di essi con contratto a tempo indeterminato, per molti altri invece, perdura il tempo determinato dando il via ad un nuovo precariato. La logica sarebbe che con l’arrivo delle nuove forze lavoro si procedesse al cambio generazionale del personale dei reparti. La ASL di Frosinone però ha una logica diversa che è quella d’impegnare in più casi i giovani professionisti in attività prevalentemente ambulatoriale e/o attività meno gravose. È doveroso da parte della UGL sanità, evidenziare l’ingiustificabile ritardo finora mostrato nella pianificazione/allestimento necessario ad affrontare la risaputa seconda ondata pandemica, occorre quindi che la nuova direzione strategica recuperi il tempo perso e si adoperi affinché sia potenziato l’organico per far fronte alle necessità sanitarie/amministrative evitando in tal modo l’esternalizzazione e che di sanità pubblica resti soltanto il nome. Doveroso altresì, che la dirigenza apicale distrettuale/ospedaliera mostri finalmente responsabilità e competenze nello svolgere le funzioni dell’incarico rivestito ognuno per le proprie incombenze. In particolare: 1. procedere tempestivamente alla ricognizione del personale, la loro assegnazione e i relativi carichi di lavoro, che mai come ora dovrebbe essere una costante, invece langue; 2. impegnare il personale nella qualifica di appartenenza, stanare i tanti furbetti raccomandati, rimuovere il personale sanitario, soprattutto infermieristico dal lavoro d’ufficio ed impegnarlo in compiti per i quali sono stati assunti; 3. a far si che siano predisposti nei vari reparti a rischio locali di vestizione/vestizione del personale, ivi compreso, percorsi differenziati, spogliatoi centralizzati diversificati tra il personale operante in reparti Covid e quelli impegnati in reparti no Covid; 4. potenziare e ampliare le pulizie sanificazione in tutte le strutture considerato che finora in alcune realtà la sanificazione non è mai avvenuta; 5. disporre che il personale sanitario sia sottoposto al Tampone a tappeto e ciclicamente, soprattutto evitare che avvengano spostamenti: “da un reparto all’altro – da un ospedale all’altro e/o acquisti di prestazioni in ambienti diversi da quello di appartenenza”; 6. attivare i necessari controlli in capo ai RUP e/o personale preposto alla prevenzione affinché si accerti che a tutti i lavoratori interni/esterni (dipendenti delle ditte esterne) siano provvisti degli indispensabili/necessari/previsti DPI che dalle notizie pervenute quanto pare difettano in ogni e dove; 7. stante il considerevole accrescere dei contagi tra il personale dipendente – pazienti degenti, informare/formare il personale sui rischi Covid, che un equipe dedicato accerti se le fondamentali attitudini comportamentali mirate a limitare il diffondersi della infezione sia da tutti rispettata. Non basta che il responsabile della prevenzione e protezione invii circolari e raccomanda la consegna e l’utilizzo dei dispositivi, occorre controllare se poi questi vengono adeguatamente/qualitativamente/sufficientemente consegnati e correttamente utilizzati; 8. è ora di dire basta alla carenza/inadeguate e non personalizzate divise da lavoro, ora più mai, con l’infezione pandemica in corso meritava maggiore attenzione, caso vuole che sono passate nel dimenticatoio; 9. dire basta anche alla scarsa fornitura di sacchi necessari allo smaltimento di biancheria sporca – di ancora basta al fatto che stante l’inadeguatezza delle divise – la spesso indisponibilità del cambio – il reale dubbio sull’adeguato lavaggio e sanificazione delle divise costringe il personale al lavaggio degli indumenti da lavoro autonomamente nelle proprie abitazioni; 10. è d’obbligo sottolineare che, la confusione emergenziale non deve e non può essere l’occasione di mantenere in essere e attribuire nuovi incarichi in sordina ai soliti noti, in difformità delle norme contrattuali, nel caso ricordiamo a qualche conferente incarichi, se mai non lo sapesse, che gli incarichi vanno conferiti tramite avviso e prove selettive; 11. ridare vita alla medicina territoriale dimenticata/bistratta per decenni, stante la circostanza pandemica, al fine di decongestionare i pronto soccorsi sarebbe il caso incrementare l’attività territoriale, disponendo ad esempio l’attivazione della guardia medica h24 per tutti giorni della settimana; La circostanza è seria occorre competenza e rispetto delle regole, meno manifestazioni più operatività: i lavoratori e cittadini utenti apprezzano i risultati se ci saranno!”. (Fonte: comunicato stampa)  
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