«Le “Capitali” cambiano ogni anno, Arpino resta nel cuore e nella mente per sempre», così scrive un lettore. Dopo la comunicazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo circa l’esclusione della Città di Arpino dalla fase finale della corsa al titolo di “Capitale Italiana della Cultura” per l’anno 2022, (leggi qui), sono state tante le reazioni postate sui social.
Il sindaco Renato Rea lancia una “sfida” ancor più avvincente «La candidatura passa ma il progetto resta», un invito esplicito: i propositi programmati nell’elaborato non devono finire in un cassetto ma possono concretizzarsi, grazie alle forze del territorio e per tutto il territorio. Rea ha commentato «Purtroppo il progetto “Civitas Mundi” presentato dalla Città di Arpino non sarà della partita. Lo è stato fino a ieri e, per tutto il corso di questo strano 2020, ha partecipato giocando le sue carte, grazie al grande lavoro che fatto per la sua elaborazione. Sapevamo sin dall’inizio che vincere sarebbe stata cosa difficilissima se non impossibile ma, onestamente, speravamo di entrare fra le prime dieci alla luce della bontà del progetto. Resta certamente il rammarico di non essere arrivati alla fine ma resta, soprattutto, la straordinaria partecipazione dell’intero comprensorio che è sceso in campo al nostro fianco: la Regione Lazio, la Provincia di Frosinone, i Comuni, le Società, le Associazioni, le Fondazioni, tutti stretti attorno ad una candidatura che lascia traccia di sé nella pressoché unica capacità aggregativa e inclusiva e nella elaborazione di un’idea che potrà continuare a guidare le politiche culturali del territorio. Abbiamo provato a fare qualcosa di veramente grande, non solo per la nostra Città, con prevedibili ricadute positive sia in termini turistici che culturali. Ringrazio a nome della Città di Arpino l’arch. Luca Calselli ed i suoi collaboratori, che hanno elaborato il dossier. Così come ringrazio e stringo in un abbraccio virtuale tutti gli amici, Arpinati e non, che hanno lavorato al nostro fianco, entusiasmandosi alla realizzazione di un disegno che non era mai stato pensato prima d’ora. La candidadura passa ma il progetto resta». Anche Niccolò Casinelli, il delegato alla Cultura per la Cittá di Arpino, ha voluto esprimere il suo messaggio, non di rassegnazione ma che guarda al futuro «Non è la fine di un sogno ma l’inizio di una stagione» e prosegue «Mentirei se dicessi di averci creduto sin dal primo giorno, ma sarei altrettanto disonesto se dicessi di non averci mai creduto. Sembrava una sfida più grande di noi. Ma cosa c’è di più grande di 3000 anni di Storia, di un così meraviglioso compendio di arte, cultura, tradizioni, natura, enogastronomia, gente? In effetti, 3000 anni di Storia non vanno al MiBACT a fare la passerella; vanno al MiBACT per essere raccontati e trasformati in un’idea di sviluppo, in un progetto che prenda la Cultura, la interpreti in chiave inclusiva di realtà territoriali contigue non solo geograficamente e ne faccia occasione di crescita economica, urbanistica, culturale, turistica. Sarebbe stato ingeneroso non cederci; lo dovevamo ai nostri Padri, lo dovevamo alla grande mobilitazione istituzionale che “Civitas Mundi” ha generato ed alla straordinaria partecipazione di singoli e di associazioni, lo dovevamo, soprattutto, a ogni singolo cittadino di Arpino. Tuttavia, non ci basta avervi regalato, anche solo per un attimo, il sogno di abitare in una delle 44 Città candidate al titolo di Capitale Italiana della Cultura; non ci basta avervi fatto accarezzare il sogno di essere cittadini di una delle 28 che hanno presentato il dossier; non ci basta aver fatto parlare di Arpino a tutti i livelli per tutto il corso di un singolare 2020; non ci basta aver acceso su Arpino una luce che, nell’anno della storica crisi del turismo, ha contribuito a far registrare presenze record; non ci bastano gli attestati di stima che la nostra Città ha ricevuto in tutti gli ambienti, tra i più prestigiosi. L’obiettivo era quello di entrare tra le dieci finaliste, e non è stato centrato». Casinelli rilancia con audacia l’auspicio del sindaco Rea «Resta un progetto su cui non indietreggiamo. Una delle caratteristiche del dossier “Civitas Mundi” è il suo carattere di progetto modulare, ideato per essere realizzato partitamente, modulo dopo modulo, a prescindere dall’esito della candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2022. E cosi sarà: per ogni nuova call, per ogni nuovo bando, per ogni nuova opportunità di finanziamento, ci sarà un modulo pronto a concorrere. Sarà certamente la tessera di un mosaico molto lontano dalla visione d’insieme che “Civitas Mundi” proponeva, ma il seme dell’unità, della collaborazione tra diverse realtà istituzionali, del coinvolgimento dei cittadini è gettato, e non sarà certo l’esito della selezione a dissotterrarlo. Continueremo a nutrirlo, ed a pensare che un futuro di messa a sistema della Cultura possa esserci e possa, lentamente, dare i suoi frutti, a cominciare dalla presentazione pubblica e dettagliata del dossier “Civitas Mundi”, dalla sua diffusione a beneficio di quanti ne chiederanno copia, dalla realizzazione del primo dei moduli già finanziato che è #borgofuturo, dal lancio di un’edizione del Certamen Ciceronianum Arpinas in linea con le contingenze del momento. Grazie Renato Rea per la fiducia, grazie alla mia compagna di viaggio Valentina Polsinelli , grazie allo straordinario Luca Calselli, per tutto. E grazie a tutti coloro che hanno iniziato con noi questo meraviglioso viaggio, specie se, come me, vorranno continuare a credere la realizzazione di Civitas Mundi sia un’opportunità per il meraviglioso territorio in cui un destino benevolo ci ha fatto nascere». L’esclusione della Città di Arpino non ha annichilito nessuno, al contrario, sembra sia un trampolino per il rilancio del territorio …”e così sarà!” Sara Pacitto
