(di Anna Ammanniti) L’elenco dei medici uccisi dal Coronavirus in Italia si allunga. Il bilancio aggiornato è salito a 192 vittime.
Ad oggi sono almeno 192 i medici che non ce l’hanno fatta e un numero altissimo di operatori contagiati. A stilare l’elenco dei dottori deceduti è la Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, l’ultimo deceduto oggi è il fisiatra Massimo Ugolini. In questa guerra contro il virus, nemico invisibile, è la categoria degli operatori sanitari quella più esposta al Covid, sono loro i combattenti in prima linea. Medici, infermieri e altre professioni sanitarie, da febbraio lavorano in trincea. Senza sosta svolgono le loro mansioni, al di là delle competenze lavorative, affrontare il Covid richiede un grande sforzo emotivo. Veder morire tante persone, troppe, vederle soffrire. Persone sole, anziane, giovani, spaventate, aver per loro una parola di coraggio, dedicar loro una carezza sulla mano. I malati di Covid sono per forza di cose isolati, le figure sanitarie restano l’unico conforto prima della morte, o prima di tornare a casa. Quando questa pandemia sarà solo un brutto ricordo, nessuno sarà più lo stesso, saremo tutti inevitabilmente segnati e gli operatori sanitari ancor di più. Il virus ha fatto il suo ingresso nel mondo a fine 2019 e da allora miete vittime in tutto il globo. Il conto dei morti aggiornato a ieri è di più di un milione e trecento mila. Eppure c’è chi nega l’esistenza del Covid, i cosiddetti negazionisti. Il tentativo di negare la realtà da parte di diversi individui, era già accaduto in passato. C’è chi ha avuto l’ardire di negare l’olocausto, negare la realtà storica del genocidio degli ebrei da parte della Germania nazista. Con la pandemia da Covid, c’è chi ne nega l’esistenza, chi ne sottovaluta i rischi, chi lo ritiene frutto di un complotto, chi crede che sia una fantasia. Mentre i dottori, gli infermieri, gli operatori sanitari, ogni santo giorno vivono situazioni pesanti con gente ammassata sulle barelle nei pronto soccorso, facendo turni devastanti, loro, i negazionisti candidamente affermano: “Il Covid non esiste!”. Sono talmente così convinti che manifestano perfino in piazza le loro sbarellate teorie. All’inizio della pandemia i dottori, gli infermieri tutti gli operatori sanitari erano visti come eroi, in questa seconda ondata vengono apostrofati dai negazionisti come “terroristi”, esagerati “camuffatori” della realtà. Così questa mattina un dottore di Giulianova (TE), Gabriele Congedo, ha sfidato i negazionisti pubblicando sul suo profilo Facebook una foto esplicita, nella quale manda a quel paese chi afferma che il virus non esiste, il tutto nel dialetto abruzzese. Gabriele Congedo lavora nei due reparti Covid allestiti all’ospedale di Giulianova. Fotografato di spalle, indossa un camicione verde sul quale c’è una scritta rivolta ai negazionisti, una frase con la quale il medico offende volutamente chi si ostina a negare l’esistenza del Covid 19.
[blockquote style=”1″][/blockquote]“Cessate di uccidere i morti
non gridate più, non gridate
se li volete ancora udire,
se sperate di non perire.
Hanno l’impercettibile sussurro,
non fanno più rumore
del crescere dell’erba,
lieta dove non passa l’uomo.”[blockquote style=”1″][/blockquote]
“I morti non fanno rumore, non fanno più rumore del crescere dell’erba” scriveva Giuseppe Ungaretti rivolgendosi agli uomini sopravvissuti al bombardamento da parte delle forze alleate del cimitero romano del Verano il 19 luglio 1943. Il poeta pone l’accento sulla violenza della guerra che non si fermava neanche di fronte ai morti. Le grida piene di rabbia e di rancore coprono le flebili voci dei morti che invocano pace, rendendo inutile il loro sacrificio: in questo modo, è come se venissero uccisi di nuovo. Rispetto per i morti di Covid, per i medici e gli operatori sanitari deceduti e per coloro che in questa pandemia lottano in prima linea per salvare vite.
Anna Ammanniti
