Serie B – Frosinone, parla Frara: le sfide leggendarie con Juve e Lecce, il nuovo ruolo con Angelozzi

Roberto Caporilli
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Alessandro Frara, attuale dirigente ed ex capitano del Frosinone, ha raccontato la sua carriera a VareseSport.

Frara ha parlato innanzitutto del suo primo approccio con il canarini: “Per convincermi a venire in Ciociaria il presidente mi disse che puntava alla Serie A, la squadra era reduce da una retrocessione ed è servito qualche anno per ricostruire ma Stirpe è uno che ci tiene alla società e al territorio, questo legame con la sua terra si percepisce subito”. Poi un commento sulla finale playoff contro il Lecce: “È stata la partita più importante della mia vita, venivo da un periodo drammatico (era da poco scomparso il padre, ndc) e la considero un premio per me e per la città. C’era un’atmosfera incredibile, sembrava di essere in Argentina, la gente era impazzita da giorni, era come un film. Non dimenticherò mai il boato del Matusa al mio gol, è stato davvero un copione perfetto”. Poi l’esordio in Serie A sul campo della Juventus, società in cui è cresciuto: “Giocare lì, da capitano, la prima gara nella massima serie ha rappresentato l’ideale chiusura del cerchio. Quell’anno sono mancati dei dettagli – ha continuato Frara parlando della stagione 2015/16 -, ci abbiamo messo troppo tempo a interpretare la categoria e una serie di sfortunate coincidenze ci ha condannati alla retrocessione”. Infine una battuta sul suo ruolo attuale dietro la scrivania: “All’inizio non è stato facile cambiare mestiere ma non ho grandi rimpianti finora, la gestione delle retrocessione si è rivelata complessa ma siamo riusciti a ricompattare il gruppo e puntiamo a un’altra stagione al vertice. Da qualche giorno sono l’aiutante di Angelozzi, è un dirigente con grande esperienza e potrà insegnarmi tanto, come ha fatto Salvini, uno a cui devo molto”.   RobCap
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