Anagni – Rischio Covid nelle fognature, elevato rischio di contaminazione

Ettore Cesaritti
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L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato almeno due rapporti preliminari a proposito delle relazioni tra Covid (Sars-Cov-2), servizi di acque-fognature e fanghi da depurazione.

La presenza del virus è stata accertata nelle feci di pazienti di Covid 19 (emblematico il caso delle Rsa), con il timore (accadde per la pandemia Sars-Cov del 2003) di trasmissione fecale-orale nel caso di inadeguatezza delle reti di fognatura o in mancanza di efficienti servizi di depurazione. È ben nota l’esistenza, purtroppo, di fognature prive di depurazione ovvero di depuratori che non funzionano o depurano solo una parte dei liquami (spesso con bypass truffaldini). A seguito di specifiche indagini, la Commissione europea ritiene che almeno un terzo degli impianti comunali di fognatura e depurazione non sia in regola con la normativa comunitaria. Anagni non differisce dalla allarmante situazione generale: i depuratori di Ponte Piano e Pantane attendono lavori di adeguamento, quello di San Bartolomeo non funzionerebbe, e quello Asi resta cattedrale nel deserto. Centinaia, se non migliaia di abitazioni sono prive di collegamento fognario o di idoneo impianto di trattamento, ed interi quartieri attendono l’avvio o il completamento di lavori già programmati e finanziati. Se la politica continua a tergiversare, in qualche caso a privilegiare la gestione finanziaria dell’intervento alla sua essenzialità, il baratro già aperto rischia di inghiottire tutto e tutti. Jackal
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