Editoriale – Sora, De Donatis: è flop il primo punto del programma 2016, ma si pensa solo al concorso

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) È la primavera del 2016 e De Donatis presenta il suo programma. Con frasi effetto e foto di impatto comunicativo, prepara il terreno a quel documento tanto importante e tanto osannato, che diventerà la più grande barzelletta politica del peggior governo che Sora ricordi negli ultimi 50 anni.

Di fatto è carta programmatica “straccia”, completamente disattesa, di una piattaforma così sgangherata e incompetente da risultare imbarazzante. Un insieme di tasselli volti soltanto a costruire una gabbia di menzogne politiche, studiate ad arte con lo scopo di ingannare i sorani. Per chi non lo ricordasse (leggi qui), il famigerato programma è suddiviso tra punti di “interventi immediati“ e quelli di “lungo periodo”, tutti ad oggi di fatto indistintamente disattesi. È bene allora capire (punto per punto) quanto fatto e quanto non, per vedere ciò che è stato sbagliato e mettere a fuoco i numerosi danni che la città ha subito. Il primo degli undici punti degli “interventi immediati” (e sottolineiamo immediati) è la diminuzione e riassetto della tassazione, ma a quasi 5 anni di distanza il suo raggiungimento appare solo utopia e frutto del libro dei sogni. Troviamo, infatti, l’IMU che per tutto il mandato De Donatis resta pressoché costante, senza andare di fatto a mutare la situazione di sempre, e la TARI sembra non presentare grandi novità. Lasciata invariata per l’anno 2016, subisce di seguito una flessione verso il basso per poi schizzare nuovamente in alto nel 2019. Per il 2020, è stato fatto versare agli utenti solo l’80% dell’importo 2019, posticipando la definizione della quota totale dovuta. Nel quadro complessivo e generale, nulla si è deciso per l’emergenza epidemiologica da Covid e per la crisi ad essa correlata. Così anche per le altre tasse dovute. Ai sorani non vengono fatti sconti, devono pagare e basta. A fronte della criticità dello scenario totale il comune non c’è, così come non c’è mai stato. Il primo punto degli “interventi immediati” del programma, dopo ben 5 anni di governo, naufraga inesorabilmente nel “nulla cosmico” del governo De Donatis, non viene assolutamente raggiunto ed è flop! Ma il denaro in entrata che fine fa? Difficile dirlo!!! Quello che appare evidente sono le tante spese inutili sostenute da una maggioranza che fa acqua da tutte le parti e che spende e spande senza nulla apportare. Povera Sora tra ricorsi persi per la gestione scellerata del gruppo De Donatis e mutui senza fine. E mentre Bruni sui social si “fa bello” sul nulla, di fatto è necessario attingere ad una parte di bilancio comunale per permettere il completamento del campo da golf e della villetta “solarium 40 gradi senza ombra” di Costantinopoli. Al suo fianco Caschera si vanta per le linee di pubblica fatte ripartire dopo il temporale, dimenticando le zone al buio perenne da mesi. Servizi zero ma al contempo Sora è oppressa dalle tasse e la fontana di Piazza Garibaldi resta rudere a terra sine die, così come il “buco nero” del Mattatoio. Ai debiti si aggiungono altri debiti e aumenta ciò che non va, a fronte di una città sporca all’inverosimile e trasandata come mai. Troppo impegnati a gestire i nuovi concorsi ed a spartirsi il potere, i rappresentanti di maggioranza a tutto pensano tranne che alle reali esigenze della città. È davvero bagarre! La Delibera di fabbisogno del personale ha messo un intero comune in subbuglio perché accanto ai numeri decisi per il concorso, troppe le chiacchiere con nomi e cognomi dei prescelti. Di certo fa male al personale interno, che ha titoli e capacità per partecipare, sapere che saranno fatti fuori a priori. Si vedrà quello che succederà, ma c’è aria di guerra. Per adesso bisogna soltanto attendere, anche se voci attendibili danno per certo che una dettagliata nota, sembra completa di nomi, cognomi e “impicci” di palazzo, sia stata spedita a diverse procure (leggi qui). Sora soffre e soffre tanto, aspetta maggio 2021 ed è pronta a fare piazza pulita. È bene che l’attuale maggioranza fugga di notte, fugga per sempre, fugga senza voltarsi indietro. I sorani sono stanchi e pronti a “menare” duro, perché è ora di dire basta e sono disposti a tutto pur di tornare a brillare. Alessandro Andrelli
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