La notizia, ufficializzata nel primo pomeriggio di ieri, circa l’improvvisa dipartita delle tre suore opiti presso l’Istituso “San Vincenzo Dè Paoli” nel quartiere Arco di Arpino, ha suscitato grande tristezza non solo per la comunità religiosa ma anche tra la cittadinanza arpinate.
L’ipotesi più accreditata è che il Covid sia stato introdotto nella struttura da un laico: un fornitore, un addetto alle cucine, un operatore impiegato nelle pulizie. Suor Maria Lidia Donarelli era già ricoverata presso l’ospedale Spaziani di Frosinone, mentre suor Franca Marcangione e suor Maria Grazia Fernandez sono decedute nei loro letti, nelle rispettive cellette. Tutte avevano oltre 90 anni ed appartenevano all’ordine “Suore di Carità di Santa Giovanna Antida Thouret”. Ora l’attenzione è per le altre ospiti della struttura: sono 24 le consorelle risultate positive al tampone. A destare preoccupazione è la loro età, sopra gli 80 anni e due ultracentenarie, ma anche le precarie condizioni di salute di alcune di esse, pregiudicate da patologie pregresse. L’intero istituto religioso è stato messo in quarantena; la ASL sta lavorando per risalire a chiunque possa essere entrato in contatto con le monache, affinchè vengano messe in atto le misure previste per arginare la diffusione del virus. Suor Maria Lidia Donarelli, originaria di Sora, successivamente alla benedizione della salma, avvenuta a bara chiusa, è stata tumulata alle 12:00 di oggi presso il cimitero comunale di Arpino. Suor Franca Marcangione ha fatto rientro a Mignano Monte Lungo in provincia di Caserta e suor Maria Grazia Fernandez riposerà nel suo paese di origine. Le suorine ospiti dell’istituto, loro che hanno dedicato la vita agli altri, sono adesso nelle preghiere dei fedeli. Sara Pacitto
