Forse non è casuale che il plauso all’iniziativa che vede in prima fila il presidente De Angelis, sia il manager di un’industria che nacque col nome di Ceat, antesignana di sviluppo e prosperità nel Sud.
Il pensiero di Gerardo Magale in merito alle recentissime novità: “L’industrializzazione della Ciociaria iniziò negli anni ’60 e si interruppe negli anni ’90, fino a quando la stessa era ricompresa nell’area del Mezzogiorno d’Italia. Il successo dell’iniziativa fu agevolato dalla Autostrada del Sole e quindi da un’ottima posizione logistica e soprattutto attraverso finanziamenti a fondo perduto sugli investimenti, agevolazioni di natura fiscale e contributiva. In effetti il tentativo di trasformare un’area prevalentemente agricola in un’area industriale ebbe un discreto successo, se pur limitato nel tempo, e si arenò per una serie di concause che di fatto ne bloccarono la crescita ed il consolidamento strutturale. Con l’uscita “anticipata” dai territori agevolati ex Cassa per il Mezzogiorno e la perdita di tutte le agevolazioni, agli inizi degli anni 90, ebbe inizio la fase di deindustrializzazione della provincia di Frosinone con chiusure e delocalizzazioni di interi comparti produttivi e conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. Questa fase, molto discussa ma poco combattuta politicamente, fu accelerata e portata a termine quando c’era il Commissario europeo per la concorrenza Karel Van Miert politico belga, esponente e leader del Partito Socialista. Fu commissario europeo e tra i padri della politica europea sulla concorrenza. A quel tempo il Senatore Romano Misserville fece un ultimo tentativo per cercare quantomeno di ritardare il tragico evento. Io ero presente a quell’incontro a Bruxelles in rappresentanza di Confindustria, quando il Senatore prese a male parole (eufemismo) il terribile fustigatore belga. In effetti la nostra triste vicenda coincideva con la caduta del muro di Berlino, con l’istituzione del WTO e quindi con l’inizio delle delocalizzazioni, prima verso i paesi dell’Est Europeo per poi estendersi a quelli Asiatici. Ho sempre pensato che la nostra area abbia subito una vera ingiustizia generata solo da un sistema di calcolo fortemente influenzato dalla componente romana del PIL del Lazio. Non a caso la provincia di Frosinone precipitò subito, oltre che nel PIL, con una perdita massiccia di occupazione, avvicinandosi alle zone più svantaggiate del mezzogiorno. Ho anche sempre immaginato che prima o poi qualcuno avrebbe capito che il rilancio produttivo ed occupazionale di un’area ormai a forte vocazione industriale non poteva prescindere dalla revisione di certi astrusi parametri statistici. In questi ultimi giorni, a sorpresa, ho letto che finalmente “qualcuno”, non a caso un politico di lungo corso ed illuminato quale è il Presidente ASI Francesco De Angelis, ha iniziato questo processo politico di revisione dei parametri che potrebbero consentire alla provincia di Frosinone di usufruire delle nuove norme sulla fiscalità di vantaggio in corso di discussione governativa. Si tratterebbe di una svolta epocale, in un momento storico difficile, ma con prospettive di rilancio consistenti sostenute da Fondi Europei come mai prima d’ora. Alle nostre Aziende manifatturiere e non solo, dalle PMI alle grandi, presenti e future che potessero godere dell’agevolazione con una durata minima di almeno 10 anni, potremmo chiedere anche impegni occupazionali più strutturati e duraturi; potremmo anche richiamare molti dei talenti che inopinatamente abbiamo costretto ad emigrare. Il sistema di ridurre il costo del lavoro attraverso la fiscalità ha tre vantaggi: 1) E’ un’agevolazione direttamente usufruibile dall’impresa e dal lavoratore 2) E’ un’agevolazione immediata, duratura e senza burocrazia 3) E’ un’agevolazione proporzionale al salario percepito Speriamo che l’iniziativa di Francesco De Angelis abbia successo, per un rilancio economico ed occupazionale di un’area industriale tra le più importanti della nazione. Se la politica fa la sua parte, i lavoratori e le imprese ci sono”. Jackal
