“L’obbligo delle mascherine anche all’aperto è una delle strade per evitare di far salire ulteriormente il numero dei contagi”. Le parole del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, risuonano da giorni nella mente di chi vi scrive, e da mesi vive, come tutti questa pandemia.
Le regole le conosciamo e le più importanti sono quattro: indossare le mascherine, la distanza fisica di sicurezza, l’igiene delle mani ed evitare gli assembramenti. La cosa più importante in questo momento è la responsabilità individuale. Quindi non abbiamo che un solo dovere, indossare la mascherina il più possibile. Vogliamo evitare che il contagio entri anche dentro la nostra vita? Ecco, per qualunque egoistica motivazione, è necessario indossare la mascherina e rispettare il distanziamento sociale. Sono i giovani a non indossarla, solo loro i più irresponsabili. Non ce ne vergogniamo a dirlo, a scriverlo, a testimoniarlo e a raccontarlo. Eppure sono quelli più social, quelli che in teoria dovrebbe essere più intellettualmente avanti con l’evoluzione della specie. Ben lontani dall’essere Primitivo che non aveva alcun interesse per la collettività, per il gruppo, per il resto della società. O è sbagliato? Ecco facciamo appello ai giovani, perché sono loro, in teoria, il nostro futuro. Oppure è necessaria qualche immagine, o qualche video drammatico da qualche terapia intensiva, dove magari qualche loro coetaneo è attaccato a un respiratore? Il problema dell’aumento dei contagi è la scuola? Assolutamente falso. Il problema è cosa succede all’esterno della scuola. Baci, abbracci, tanti senza mascherina, si ride e si gioca sulla vita. Ecco, cari giovani, sappiate che Tg24 non starà a guardare la vostra irresponsabilità senza fare nulla. Inizieremo a denunciare episodi, fatti, accadimenti, che dovrebbero essere adeguatamente segnali. Siamo pronti, se necessario, a raccogliere le lamentele di chi è preoccupato per i continui assembramenti senza mascherina che di frequente si verificano in provincia di Frosinone. A mali estremi, estremi rimedi. Alessandro Andrelli
