(di Anna Ammanniti) Conclusa la seconda settimana del rientro a scuola, dopo sei mesi di chiusura forzata scattata con l’arrivo della pandemia. All’interno della scuola le regole anti-Covid sarebbero piuttosto rispettate, il problema riguarda però quanto avviene all’esterno delle mura scolastiche.
Dopo un’estate trascorsa con il dubbio della discoteca o no, l’arrivo dell’autunno ha posto il dilemma di quanti spettatori debbano esserci all’interno degli stadi. Sono “frivolezze” rispetto a ciò che accade fuori dagli istituti scolastici. Studenti con la mascherina al braccio, zero distanze mentre arrivano all’ingresso della scuola, stessa storia al suono dell’ultima campanella all’uscita. Eppure il Comitato Tecnico Scientifico aveva raccomandato di evitare assembramenti all’ingresso delle scuole e proprio per evitare questa problematica è stata delegata alle famiglie la misurazione della temperatura. Gli studenti si radunano fuori dalle scuole senza le dovute precauzioni. Non è stato capito come si contagia il Covid? Il virus non ha gambe proprie, utilizza quelle delle donne e degli uomini, salta da una bocca all’altra, da un naso all’altro, da un contatto di mani. I giovani devono ricordare che i comportamenti di sicurezza vanno mantenuti finché non si è a casa. E’ assolutamente necessario che i genitori entrino in gioco in maniera ancora più concreta. Sensibilizzare i figli ad indossare la mascherina e a farlo anche nel giusto modo è obbligo civico. Gli operatori scolastici da questa estate lavorano sodo per fare della scuola un ambiente sicuro. Mandare tutto all’aria perché non si rispettano le norme è un peccato. La pandemia è ancora tra di noi, solo con la responsabilità di tutti riusciremo a gestire il Covid, è sufficiente il rispetto delle tre semplici regole: mascherina, distanziamento, mani igienizzate. Anna Ammanniti
