In un territorio ricco di storia come quello al centro della Valle del Liri, dove sorge l’antica città di Aquinum, continuano i ritrovamenti archeologici. Fondamentale in tal senso l’attività di tutela e sorveglianza della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti. Che in questo caso, grazie al funzionario Carlo Molle, ha avuto un ruolo decisivo. E’ proprio nella giornata di oggi che, attraverso l’allargamento di uno scavo, sono emerse in territorio di Aquino due tombe di età romana del periodo imperiale.

La prima, ci ha spiegato l’
archeologa Simona Consigli tra gli operatori della Ars srl, fornitore di Open Fiber Spa, insieme alla
dottoressa Luana Testa e al
dottor Giovanni Murro, è una incinerazione mentre la seconda è una inumazione classica di un bambino di età tra i 4 e i 6 anni. Entrambi con una copertura a tegole o alla “cappucina”.
Anche in questo caso, come avvenuto a luglio scorso, i ritrovamenti fanno parte dell’area di necropoli pertinente Aquinum, lungo la via Latina che attraversava l’antica città.

Un lavoro estremamente importante quello svolto dagli archeologi che
hanno continuato la loro attività di sorveglianza nel corso di tutte le operazioni di scavo per la fibra.

Adesso i resti sono stati rimossi e documentatati. Saranno sottoposti a tutte le dovute verifiche.
Arricchiranno quindi il museo di Aquino restando a disposizione degli antropologi che faranno un tuffo nella storia per ricostruire le vite di chi è giaciuto per oltre duemila anni in quella terra ed è testimonianza tangibile dell’antica Aquinum.
FraM