Arpino – Suonano le campanelle e si chiude l’estate

Francesca Merolle
4 MIn Lettura
Nella giornata di ieri si è tenuta, in piazza Municipio, la tradizionale “Festa delle Campanelle”, giunta alla sua 19esima edizione.

Tantissime le persone che, soprattutto nella mattinata, hanno affollato il centro storico del paese, curiosando tra le bancarelle ed approfittando della splendide condizioni atmosferiche per fare una passeggiata. L’evento è stato fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Pro Loco, per mantenere vivo sia il culto che le tradizioni che questo appuntamento rappresenta. La “Festa delle Campanelle” si svolge contestualmente ai festeggiamenti dedicati alla Madonna di Loreto, Santa Patrona della Città di Arpino: si narra che il 15 settembre del 1722, in occasione della traslazione di un dipinto raffigurante la Vergine Nera dalla Chiesa della Madonna della Costa alla Chiesa del Castello Ladislao, le campane di tutti gli edifici ecclesiastici di Arpino si misero a suonare a festa, spontaneamente. Si tramanda anche un altro episodio, sembrerebbe avvenuto sempre nel ‘700, quando una campana si staccò dalla guglia precipitando a terra, miracolosamente senza fare vittime. La ricorrenza ha anche una connotazione popolare: nei secoli scorsi, in tale giorno, le donzelle nubili si recavano presso la Chiesa della Madonna della Costa, situata ai piedi del paese, e lì venivano raggiunte dai giovani della zona, i quali, per dichiarare il loro amore, regalavano alla prescelta una campanella: se la ragazza accettava il corteggiamento, donavano in cambio una pipa ed un bacio. Ecco perché è di buon auspicio regalare una campanella, simbolo di gioia e pace, per cui è necessario farla suonare subito dopo averla ricevuta. Numerosi gli stand degli artisti artigiani che hanno colorato la suggestiva piazza con le loro rispettive creazioni: in ceramica, vetro, bronzo, terracotta, tessuti pregiati ed altro ancora, non solo campanelle ma anche fischietti, portafortuna, decori, ceramiche artistiche. È doveroso ricordare, in questo contesto, il caro Giampaolo Palma, prematuramente scomparso due anni addietro, che ideò l’evento con l’intenzione di coltivare le tradizioni e la memoria storico-religiosa del paese; un plauso, inoltre, all’impegno del maestro Emilio Mastroianni e della sua famiglia che, di generazione in generazione, hanno tramandato l’arte e la cultura della lavorazione della ceramica. La “Festa delle Campanelle” chiude definitivamente l’estate arpinate, un’estate sicuramente “diversa” dalle precedenti ma che non ha mai gettato la spugna. Un passo per volta Arpino c’è e continua a conquistare consensi da quanti vengono a visitarla: nonostante le restrizioni dettate dalla pandemia, nonostante la decisione sofferta di posticipare eventi di straordinario successo attrattivo, la Città di Cicerone ha vinto ancora, proponendo una programmazione ridotta ma di qualità. Il “bel paese” si è trasformato in un salotto, apprezzato da giovani e famiglie: «Senza le sagre del Gonfalone la gente si è riversata in centro, è evidente come il centro sia più vivo» in molti hanno fatto questa considerazione. Sara Pacitto
Condividi questo articolo
Nessun commento