(di Alessandro Andrelli) In conferenza stampa dall’esterno di palazzo Chigi ha parlato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la ministra dell’istruzione, Azzolina, il ministro della salute, Speranza e la ministra delle infrastrutture e dei trasporti, De Micheli. Ecco un estratto della dichiarazione del presidente Conte.
“La scuola ripartirà il 14 settembre, ma alcune Regioni hanno optato per il rinvio al 24 settembre. La salute dei nostri ragazzi è prioritario, e rispetto a quanto già finora comunicato ci saranno ulteriori novità. Lo sforzo fatto anche per la riapertura delle scuole è frutto dello straordinario lavoro di questo Governo. Le polemiche e i ritardi nel sistema scuola fanno purtroppo parte della storia di questo paese, che si trascinano di anno in anno e la pandemia in questo ha sensibilmente complicato la situazione. Oltre 10 milioni di persone si rimetteranno in moto. Questo comporterà una presa di coscienza maggiore e ulteriore da parte di tutti, in primis del Governo. Dobbiamo essere consapevoli che ci saranno delle difficoltà e dei disagi. Mettiamo già in conto che ci saranno nuovi contagi a scuola. Abbiamo predisposto linee guida e un prontuario per le difficoltà. E’ già successo in altri paesi (Germania, Francia, Stati Uniti). E’ uno scenario inevitabile, che dobbiamo predisporci senza lasciarci sopraffare. Non abbiamo la bacchetta magica, ma tutti gli italiani devono sapere che abbiamo e faremo il massimo. La scuola inizia con più spazi, docenti e meno alunni in classe con un investimento di 7 miliardi di euro. Speranza, Azzolina e De Micheli, sono i tre ministri presenti in conferenza stampa con me, ma ci sono tanti altri protagonisti, compresi i sindaci che stanno preparando nel migliore dei modi la ripresa delle attività nelle scuole. Sicurezza ed efficienza sono state le nostre priorità. I singoli dirigenti d’accordo con gli enti locali decideranno per il trasporto pubblico e il contingentamento. Hanno per i primi giorni a disposizione l’occorrente. Abbiamo predisposto la distribuzione di 11 milioni di mascherine chirurgiche. La mascherina dovrà essere tenuta in entrata e in uscita e se ci sarà il distanziamento si potrà togliere in classe. I bambini sotto i 6 anni possono non indossare la mascherina. In soli 2 mesi abbiamo raccolto 2 milioni di nuovi banchi e arredi scolastici, con un calendario di consegna già stabilito che verrà completato entro la fine del mese di ottobre. Abbiamo previsto che siano le famiglie a misurare la temperatura ai propri figli, a casa (non superiore a 37,5°) e che non vi siano sintomi noti legati al Covid-19. Qualora uno studente venisse sorpreso a scuola con sintomi da Covid-19 andranno avvisati i genitori, l’alunno andrà portato a casa e attivata tutta a procedura. Sarà stabilito se effettuare il tampone e successivamente attivare eventualmente la quarantena. Sui mezzi di trasporto (riempiti pere l’80% della capienza) dovranno essere indossate sempre le mascherine. C’è poi l’assunzione a tempo determinato di oltre 70mila unità, per non parlare dei 2 miliardi di investimenti per le varie ristrutturazioni scolastiche. Sarà un vero nuovo inizio per la scuola. Cogliamo questa crisi per cambiare la nostra scuola, valorizzando i nostri docenti. Possiamo investire anche in prospettiva, grazie al Recovery Found. Vogliamo una scuola più moderna, digitalizzata e più funzionale. E’ necessario ma non sufficiente investire, ma occorre uno sforzo collettivo da parte di tutti: dirigenti, docenti, personale ata, delle famiglie e dei nostri ragazzi. Faccio appello alle ragazze e ai ragazzi ai quali dico “grazie” perchè sappiamo che siete stati voi a pagare il prezzo più caro di questa emergenza. La Didattica a Distanza vi ha allontanato dai vostri compagni, e la tecnologia non ha compensato alle tante mancanze. Non possiamo dire che dal 14 settembre sarà tutto perfetto, anzi ci saranno delle difficoltà. Vi invito a rispettare le regole. Ci sarà didattica in presenza, con tanta fiducia. Mi rivolgo anche al personale docente che dovrà fronteggiare alle difficoltà di questo momento. La scuola è fondamentale per noi, tutti lo sappiamo e faremo tutti gli sforzi necessari”. Alessandro Andrelli
