Dopo aver ucciso Willy sono scappati, sono tornati ad Artena dove abitano e come se nulla fosse accaduto hanno continuato a far bisboccia.
Un ragazzo di 21 anni giaceva morto sull’asfalto, lo avevano ammazzato e loro bevevano birra seduti in un locale. Uno dei quattro aggressori alle 6.39 aveva addirittura postato sulla sua pagina Facebook un video divertente, sì subito dopo il pestaggio, dopo aver ucciso Willy. I quattro arrestati per omicidio preterintenzionale in concorso di Willy, sono attualmente a Rebibbia. Si tratta dei fratelli Gabriele e Marco Bianchi, esperti di sport da combattimento, Francesco Belleggia e Mario Pincarelli, hanno tutti in comune la passione per le arti marziali, i tatuaggi e per i simboli paramilitari, sono tutti già noti alle forze dell’ordine per lesioni e droga. Dall’alba di domenica scorsa hanno in comune un omicidio. I quattro energumeni sono conosciuti per le loro prepotenze, alle spalle hanno diversi episodi di violenza. Si “divertivano” a dar fastidio al prossimo, quando la situazione diventava calda arrivavano alle mani. Testimonianze raccontano che qualche mese fa in un locale a Colleferro avevano spaccato la faccia a un ragazzo, che aveva rimediato diversi punti di sutura. Litigavano e picchiavano sempre con le stesse modalità, sono stati in passato autori di altri pestaggi. Bastava poco per far scattare le mani , uno sguardo, una divergenza sullo sport, un sorriso di troppo, futili motivi, bastava un niente per scatenare una rissa. Domenica hanno “esagerato”, c’è scappato il morto. A fine agosto Mario Pincarelli era stato denunciato per aver picchiato con calci e pugni un agente della Polizia Locale di Artena. Il vigile aveva “osato” chiedergli di indossare la mascherina. Anche Pincarelli appassionato di karate, era noto alle forze di Polizia per numerosi episodi di violenza, pronto anche lui sempre a menare le mani. I fratelli Bianchi, si fanno chiamare “La famiglia di Artena”, esperti di MAM un misto di boxe e arti marziali, cresciuti con il culto della violenza, avevano in giro la fama di aggressivi, amavano scrivere sui social frasi il cui sfondo violento era molto chiaro. “Chi mena per primo mena due volte”. È solo una delle tante frasi scritte su Facebook da Gabriele Bianchi. “Ogni volta che entri in gabbia è un’emozione diversa, ma il pensiero della vittoria è sempre lo stesso” scriveva Marco Bianchi, chiamato “el Maldito”. Arroganti, esibizionisti con esaltazione della fisicità, convinti di essere onnipotenti, foto sul ring, allo specchio, in palestra, in costume a mostrare i muscoli e i tatuaggi. Di Francesco Belleggia, si sa poco, geometra in attesa di un lavoro, ragazzo di buona famiglia della zona. Quello di Willy è omicidio aggravato da futili motivi, ma gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi dell’aggravante razziale, si sta prendendo in considerazione se i quattro possano essersi accaniti su Willy anche per il colore della sua pelle. Anna Ammanniti
