Le barriere del terrazzino di Palazzo Moriconi, incantevole struttura che nasce su piazza Innocenzo III, domenica mattina giacevano rimosse ai piedi delle colonnine.

Una cittadina aveva notato che i fori delle colonnine era stati danneggiati e le barriere poggiate a terra rappresentavano un pericolo per i passanti. Aveva segnalato il fatto e ieri mattina il consigliere comunale di minoranza Nello Di Giulio si era recato al Comune per avere informazioni.
Dagli uffici comunali non risultava esserci stata alcuna autorizzazione riguardo la rimozione delle barriere. Dagli uffici rassicuravano il consigliere che sarebbe stato il tutto sistemato. Durante la sistemazione, alcuni cittadini hanno chiesto agli operai come mai le barriere erano state tolte e loro avrebbero risposto che erano stati autorizzati a farlo dal Comune. L’Ufficio Tecnico è l’unico autorizzato per interventi sul patrimonio e da lì hanno assicurato che nessuna autorizzazione era passata per l’ufficio.
Il mistero dell’autorizzazione si fa sempre più fitto? Non è la prima volta che viene “violata” la storia di un bene parte del patrimonio culturale e artistico anagnino, ricordiamo i fori eseguiti a Porta Cerere per installare dei faretti lo scorso ottobre. (clicca
qui) Anche all’epoca non vi erano autorizzazioni, non era stato
redatto alcun progetto autorizzato dalla Soprintendenza. Ma allora chi è che si prende la briga di forare, danneggiare, distruggere beni comuni di rilevante importanza storica?
I cittadini attenti che tengono a cuore la storia della città notano e segnalano. La cittadina della segnalazione di domenica stamattina ha notato il lavoro “finito” delle barre ripristinate nelle colonnine.
“Quando si vuole sfidare la sorte! Le barre di ferro che delimitano il terrazzo Palazzo Moriconi in Cattedrale, appena appoggiate, in attesa che qualcuno sbadatamente ci si appoggi e vada di sotto. Così si completa l’opera. Oltre al danno per la città, anche la messa in pericolo del malcapitato di turno, sperando che non si tratti di bambini, naturalmente! E com’è che dicono? Hanno a cuore la città.”
Anna Ammanniti