Il 30% dei docenti e operatori scolastici rifiuta l’appuntamento per il test sierologico dal medico di famiglia per la campagna di screening iniziata il 24 agosto e che finirà il 7 settembre.
La misura di prevenzione è da effettuarsisu base volontaria in tempo utile a partire dal 24 agosto e fino al 7 settembre ma anche dopo per chi prenderà servizio a seguire. Incaricato dell’esecuzione sarà il medico di medicina generale che ha il personale interessato tra i propri assistiti; in caso di personale privo di medico nel luogo di domicilio lavorativo, il test verrà effettuato presso il Dipartimento di prevenzione della ASL. I test sono e saranno su base volontaria e gratuiti così come sottolinea il Protocollo di sicurezza per il rientro a scuola. L’ASL raccoglierà quotidianamente i dati dei soli test positivi, nonché degli esiti dei tamponi conseguentemente eseguiti e li comunicherà alla Regione, la quale, sempre quotidianamente, li trasmetterà all’Istituto Superiore di Sanità. Il personale scolastico dovrà, quindi, contattare telefonicamente il proprio medico per programmare l’esecuzione dei test. Qualora il docente risultasse positivo al test sierologico sarà sottoposto al tampone presso il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL, non oltre le 48 ore dall’esito positivo del test sierologico. Per il personale che entrerà in servizio ad anno scolastico iniziato, i test saranno eseguiti prima dell’entrata in servizio. I medici di base lanciano l’allarme, c’è un terzo degli insegnanti che rifiuta il check: “I docenti si sottraggono allo screening, non bisogna ignorare indicazioni nazionali”. Giuseppe Ippolito direttore scientifico dell’Inmi Spallanzani di Roma, sottolinea: “Personalmente ritengo che il test sierologico per la ricerca di anticorpi anti Covid-19, offerto su base volontaria al personale scolastico in vista della riapertura degli istituti, lo debbano fare tutti dal momento che è stato fortemente voluto e che lo Stato ha fatto un grande investimento. Tutti dovrebbero farlo, dovrebbe essere il senso di responsabilità degli insegnanti. Ci vuole responsabilità per aprire la scuola. Bisogna prendere atto che lo Stato sta facendo di tutto per riaprirla e per riaprirla in sicurezza. E poi abbiamo i dati dell’Inghilterra”, che dicono “che i casi di infezione nelle scuole sono stati estremamente limitati. Non montiamo un’altra polemica evitiamo che questa diventi un’altra occasione di dibattito politico e di guerra”. Anna Ammanniti
