FOCUS – Guido Angelozzi, quella “strana” notte della promozione dello Spezia in A

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Il calcio è strano, e questo lo si sa da tempo. Il calcio è fatto di personaggi anche spesso in sordina, che non amano troppo i riflettori, e anche in caso di successo restano dietro il palcoscenico, in penombra, assaporando il proprio lavoro, o magari chissà riflettendo sulla fine di un’avventura meravigliosa ma che non potrà continuare in serie A.

Chissà quale sarà mai la verità dietro la strana serata vissuta al “Picco” di La Spezia lo scorso giovedì 20 agosto, appena una settimana fa, da Guido Angelozzi, direttore generale del club spezzino protagonista della storica promozione in serie A, proprio contro il Frosinone di Alessandro Nesta. Nulla di inventato, s’intenda, ma la semplice supposizione giornalistica di chi con i propri occhi, essendo a La Spezia per raccontare l’ultima partita del Frosinone in questi playoff, ha visto con curiosità scena abbastanza strane che hanno fatto riflettere, e che oggi, con il rincorrersi di voci di “radiomercato” assumono connotati ben differenti dalla pura fantasia. Guido Angelozzi, classe ’55, è un vecchio pupillo di Maurizio Stirpe. Fu il primo DS chiamato da Stirpe nell’estate del 2003, ma lui rifiutò perché si era accordato per il ritorno a Catania, la sua città natale. Da lì poi le strade di Angelozzi e Stirpe non si sono più incrociate, ma proprio ora, che sembra esserci all’orizzonte una vera e propria rifondazione o rivoluzione in casa Frosinone, è tornato di gran l’interessamento del patron gialloazzurro per uno dei manager più apprezzati del sistema calcio. Tornando a giovedì scorso, 20 agosto. La gara finisce 0-1 per il Frosinone, ma lo Spezia va in A. E’ festa per tutta la città, ma Angelozzi è molto in disparte. Dopo il triplice fischio abbraccia tutti, in mezzo al campo, specie chi mister Italiano che ha difeso a inizio stagione quando i liguri erano in estrema difficoltà, ma poi si defila sotto la tribuna in disparte. Al momento del cerimoniale, sale sul palco quando lo speaker lo chiama, alza al cielo il trofeo della promozione in A, ritira la medaglia e poi scende e si defila. La squadra va a festeggiare e raggiunge seppur a distanza i tifosi posizionati fuori dallo stadio, e Angelozzi non c’è. Staff e squadra brindano e fanno festa per oltre un’ora sotto gli spogliatoi, ma Angelozzi si rifugia nella sua auto, una monovolume bianca, e lascia ben presto lo stadio “Picco”, ancor prima del Frosinone, di noi giornalisti e soprattutto di tutto lo Spezia, che festeggerà per tutta la notte in zona porto a La Spezia. Forse solo una fantasia giornalistica, quella che abbiamo potuto testimoniare con i nostri occhi, così come non è passato inosservato il saluto affettuoso di Angelozzi, mentre andava via ad un paio di dirigenti del Frosinone, Salvatore Gualtieri e Alessandro Frara, che erano nel parcheggio auto fuori gli spogliatoi aspettando l’ok delle forze dell’ordine per ripartire alla volta di Frosinone. Guido Angelozzi, che di fatto non ha accettato di rimanere a La Spezia senza i suoi storici collaboratori, potrebbe essere un reale obiettivo del presidente Stirpe, che al momento non si è assolutamente sbilanciato. La sua “curiosa” serata a La Spezia appena 7 giorni fa potrebbe essere un indizio, o magari una prova di quanto molti scrivono e ipotizzano. Il weekend in arrivo sarà senza dubbio chiarificatore. Alessandro Andrelli    
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