Come prima, più di prima.
Più di Cittadella, più di Trieste. Come direbbe qualcuno, ancora una volta dovremo essere “più forti di chi ci vuol vedere morti”. Una nuova sfida con partenza “ad handicap”, ma poco importa. Il Frosinone anche a La Spezia sarà chiamato ad una sfida al limite del possibile. Fino ad ora sono stati i play-off più pazzi di sempre, ma questa squadra può entrare nella storia spingendosi ancora una volta oltre la “normalità”. Al “Picco” servirà quella pazzia mista a sfrontatezza vista nei primi venti minuti al “Rocco” contro il Pordenone. Sì, lo Spezia non è il Pordenone, ma il Frosinone non è neanche quello visto ieri sera. Ci giochiamo la Serie A. Ci giochiamo una nuova chance tra le grandi. E per una società che potrebbe iniziare la nuova stagione senza gli introiti del botteghino, i proventi dalla massima serie (leggete diritti televisivi, ndr) farebbero più che comodo. Tornare nell’Olimpo del calcio nazionale per provare a rimanerci. Tornare nell’Olimpo del calcio nazionale per dare nuova linfa e speranza alla stessa società e al presidente Maurizio Stirpe. Testa, cuore e palle. A La Spezia scende in campo un’intera provincia. NDF
