(di Anna Ammanniti) Una straordinaria scoperta! Ecco nel servizio video gli scavi archeologici di Fontana Ranuccio che hanno portato alla luce i resti di un elephas antiquus, un pachiderma di circa 400 mila anni fa.

Il ritrovamento è avvenuto nel bacino di Anagni, un’area di circa 20 km
2 ricco di siti paleontologici di età compresa tra il Pleistocene Inferiore e il Pleistocene Medio. Il sito noto dagli anni 80 è stato scoperto durante le attività di cava per l’estrazione della pozzolana.
I lavori hanno portato alla luce resti ossei di grandi animali. Sia la Sovrintendenza che l’Istituto Italiano di Paleontologia Umana hanno subito provveduto ad iniziare gli scavi per la salvaguardia del sito, che è divenuto uno dei più studiati del bacino.
Bisonti, ippopotami, pantere, cervi, elefanti antichi, accanto a resti di ossa umane e manufatti. All’epoca gli animali erano quelli tipici della fauna africana. In seguito l’eruzione del vulcano laziale ha coperto di cenere tutta la regione, grazie alla quale i resti degli animali sono stati preservati.

Da circa 40 anni varie campagne di scavo hanno interessato il sito, principalmente condotte dall’Istituto Italiano di Paleontologia Umana. E’ il presidente dell’Is.I.P.U. il prof.
Stefano Grimaldi dell’Università di Trento e l’archeologa
Serena Vona a spiegarci nell’intervista il ritrovamento e ad illustrarci l’importante sito, sede di numerose scoperte.
Anna Ammanniti