Anagni – Fascia rossa ed inibizioni all’uso, è ora di rivedere tutto

Ettore Cesaritti
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Le contraddizioni di politici ed ambientalisti, personaggi di maniera più che di sostanza, sconcertano cittadini e consumatori e danneggiano il territorio.

Se un giorno la Valle del Sacco è Valle dei veleni, e il giorno dopo Valle di prelibatezze alimentari, evidentemente qualcosa non quadra. Ripetere godendo ad ogni occasione “stiamo morendo d’inquinamento”, tanto per autocertificarsi paladini dell’ambiente, demolisce il lavoro di chi produce alimenti sani e certificati. Numerosi agricoltori hanno fatto eseguire prelievi ed analisi sui terreni di proprietà, rivelatisi privi di ogni traccia di sostanza pericolosa, ma nonostante questo perdura l’inibizione alla lavorazione, al pascolo, addirittura allo scavo. Alla domanda non ingenua “cui prodest?” può essere risposto senza tema di smentita: a chi riceve e a chi gestisce finanziamenti pubblici milionari. La montagna di soldi sperperata per uccidere ed incenerire migliaia di ottimi capi; le cifre assurde incassate per spostare di qualche metro il putridume che tale è rimasto; le parcelle a più zero per i “ricercatori” che non trovano e neppure cercano … dopo 15 anni dalla sciagurata morte delle 22 mucche (7 più 15) occorre voltare pagina. Ma chi ci crede? Jackal
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