Anagni – Italgasbeton: la protesta dei lavoratori senza stipendi e ammortizzatori sociali

Anna Ammanniti
4 MIn Lettura
“Rivogliamo il nostro lavoro, ci è stato tolto ingiustamente perché l’azienda stava andando bene. È fantascienza quello che è successo.” I 25 lavoratori della Italgasbeton questa mattina si sono riuniti all’ingresso dell’azienda. La pacifica protesta è stata organizzata per chiedere di tornare al lavoro, sono senza stipendio e senza ammortizzatori sociali. La maggior parte dei 25 lavoratori è mono reddito, senza alcuna forma di sussidio.

La chiusura della Italgasbeton è stato un fulmine a ciel sereno. Un’azienda in piena salute, in piena produttiva, con consegne da evadere, in procinto di assumere altro personale è stata chiusa. “Noi lavoratori in seguito alla sentenza di fallimento siamo rimasti in sospeso. Siamo senza ammortizzatori sociali, senza retribuzione, a giugno abbiamo lavorato fino al 19 e nessuno ci ha retribuito. Abbiamo provato l’accesso alla cassa integrazione per il Covid, ma il giudice ha affermato che non può essere devoluta perché non c’è continuità di esercizio. La cassa integrazione viene concessa solo se c’è una ripartenza dell’attività.  Abbiamo fatto anche ricorso, la sentenza di fallimento è del 12 giugno, non sapevamo niente e quindi abbiamo lavorato fino al 19. Quella settimana per noi è continuità di lavoro e quindi ci spetterebbe la cassa integrazione Covid. L’azienda sappiamo che ha fatto ricorso alla Corte d’Appello, però l’udienza è stata fissata per il 4 dicembre. Anche la riunione dei creditori del fallimento è stata fissata a dicembre. Per fare la domanda di ammissione al passivo del credito, dobbiamo aspettare dicembre, qualora il commissario decidesse di licenziarci. Siamo da quasi tre mesi senza stipendi e senza ammortizzatori e non sappiamo questa situazione fino a quando andrà avanti. Le famiglie sono senza stipendio, dicembre è lontano. La sospensione dal lavoro senza alcun tipo di sostentamento economico è un grave disagio, tutto ciò comporta a effetto domino una serie di problemi. Per vivere si è costretti ad andare a lavorare in nero e quindi dall’altra parte togliere sostentamento a chi ne ha il diritto. Tutto il sistema è sbagliato, i tempi della giustizia sono lunghi. L’azienda ha fatto richiesta per l’esercizio provvisorio ma ad oggi ancora non si è avuta risposta.” I lavoratori attraverso i sindacati (Fenealuil, Cisl, Filca Cisl) hanno chiesto incontro con il Mise. Domani con le diverse sigle sindacali ci sarà uno video conferenza con l’assessore regionale al Lavoro. Francesco Cipriano della Filca Cisl:È una situazione inaccettabile quella relativa ai dipendenti della Italgas Beton. Lo Stato non può e non deve lasciare i dipendenti di un’azienda dichiarata fallita senza lavoro, senza stipendi e senza un ammortizzatore sociale. Il tutto nel momento in cui l’azienda aveva mercato del prodotto in evidente crescita con prospettive di nuove assunzioni concordate con il Sindacato. È un paradosso perverso che non danneggia solo i lavoratori e lavoratrici, ma anche il PIL del nostro Paese. Abbiamo inviato una richiesta d’incontro al Ministero del Lavoro e Mise. Ad oggi nessuna convocazione. Abbiamo richiesto un incontro alla Regione Lazio e domani alle ore 10:00 è in programma una video conferenza con l’Assessorato al lavoro per richiedere l’intervento di un ammortizzatore sociale.” Anna Ammanniti
Condividi questo articolo
Nessun commento