Alla vigilia della gara tra Frosinone e Spezia in programma domani sera alle 21 al Benito Stirpe, mister Alessandro Nesta ha risposto alle domande dei giornalisti.
Ecco le sue dichiarazioni, rilasciate al Media Center del club: “Lo Spezia è una squadra con una identità ben precisa, che ama costruire da dietro, propone sempre un bel gioco fatto di palleggio ma allo stesso tempo anche dinamico. Per me un’avversaria molto forte. Dopo la grande sosta la squadra sta facendo fatica a rialzarsi. Dobbiamo crescere fisicamente e riprendere fiducia perché i risultati buttano giù i giocatori e un po’ tutto l’ambiente. Rispetto ad altre squadre siamo quella, forse, un po’ più esperta e quindi abbiamo bisogno di tempo per rimettere in moto qualche giocatore. Al termine dei tre mesi di pausa tutti erano preoccupati di come avrebbero trovato le squadre alla ripartenza. Tutte hanno delle difficoltà: lo Spezia ha perso in casa col Pisa, il Crotone ha fatto tre pareggi, noi con un pizzico di fortuna potevamo prendere un punto in più da qualche parte. C’è grande incognita dopo la sosta. Si possono fare tutti i ragionamenti, anche tattici ma noi abbiamo giocato come quando vincevamo sei partite di fila, non subendo mai gol in sei partite. Oggi si critica la difesa, si critica in generale: quando perdi è giusto, fa parte del gioco ma noi dobbiamo rimanere lucidi. Sapere dove intervenire e cosa migliorare. Prossime gare decisive? Siamo tutti là, vinci una partita a torni a pensare al secondo posto. Ne perdi un’altra e guardi alle spalle. Noi siamo in mezzo. Non dobbiamo fare calcoli, abbiamo 7 partite da giocare e sono talmente tante che, come ho detto, serve arrivare alla prima vittoria. Panchina a rischio? Quando fai 3 sconfitte e 2 pareggi è giusto che l’allenatore si senta in discussione. Se uno va in crisi perché si sente un po’ criticato… Da quando ero piccolo che mi giudicano, avevo 8 anni. Ho fatto il giocatore ad alti livelli, appena sbagliavo una partita mi disintegravano perché l’aspettativa era sempre alta. Ora sono allenatore, non cambia nulla. Ma sono sereno. E quello che fa male di più delle critiche, sono le sconfitte. Quindi, sono abituato ad essere giudicato, criticato ed acclamato. Ma so quello che debbo fare, ho una mia idea su come intervenire. Poi se sarò stato efficace, verrò apprezzato. Al contrario, se la mia strategia da qui in avanti non risultasse efficace è giusto che la Società faccia ciò che sente di dover fare“. E.P.
