MSGC – L’addio a Italo Bruni, il barista che ha cresciuto a granite tre generazioni

Angela Nicoletti
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Le granite alla menta, il gelato alla crema, il biliardino e le sfide a scopa mangiando patatine e bevendo litri di Coca-Coca.

Tre generazioni di adolescenti hanno trascorse le vacanze estive ed invernali nel suo locale, il bar Bruni a Colli, frazione di Monte San Giovanni Campano. Tre generazioni di giovani sono state ‘cresciute’ bonariamente da Italo, uomo minuto ma di grande tempra e da Silvia, sua inseparabile compagna per settanta anni, fino all’altra sera. Quando Italo se ne è andato, in punta di piedi, con il suo passo delicato. Colli piange un personaggio storico, il nonno di tutti che ha consolato, rimproverato e sostenuto decine di persone da dietro bancone, con l’immancabile camicia bianca inamidata e la cinta in cuoio ben in mostra sugli immancabili pantaloni neri. Non era una divisa la sua ma uno stile di vita. Un segnale di rispetto verso i clienti che amava come se avesse tanti figli. E io piangerlo sono oltre che l’amatissima moglie Silvia anche i figli Maurizio e Marcella, i nipoti, il genero Carletto e la nuora Giziana anche tutti coloro che in gioventù ed in pensione hanno trascorso le ore più belle nel locale tra Italo che consegnava ordinazioni tra una battuta ed uno ‘iammiiiii… ‘ di affettuosa sollecitazione per chi amante delle ore piccole non aveva intenzione di andar via. Un lavoratore instancabile e un padre e nonno onnipresente che ha tramandato ai suoi cari l’amore verso il prossimo e quella grande umiltà che solo un uomo d’altri tempi poteva insegnare. Angela Nicoletti
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