FOCUS – Le iniziative “responsabili” partono sempre dal basso, ma tutti dobbiamo essere consapevoli.

Francesca Merolle
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Durante l’Angelus di ieri, Papa Francesco si è compiaciuto che in piazza San Pietro fossero tornati i primi gruppi di fedeli, romani e pellegrini giunti anche da lontano. Il Santo Padre ha ricordato come sia fondamentale «Essere forti e fiduciosi di fronte alle sfide della vita, senza avere paura: la paura e lo sconforto sono nemici dell’uomo».

A conclusione della preghiera, Papa Francesco ha voluto salutare i fedeli con una costatazione lampante ed un significativo invito «La crisi provocata dal Coronavirus ha messo in luce l’esigenza di un rinnovato impegno, mirato ad assicurare la necessaria protezione di ogni essere umano. Un altro aspetto su cui la pandemia ci ha fatto riflettere è il rapporto uomo/ambiente: la chiusura e le restrizioni hanno ridotto l’inquinamento e ci hanno fatto riscoprire a bellezza di tanti luoghi, liberi dal traffico e dai rumori. Ora, con la ripresa delle attività, tutti dovremmo essere più responsabili della cura della “casa comune”. Personalmente, apprezzo le molteplici iniziative che in ogni parte del mondo nascono dal basso e vanno in questo senso: possano favorire una cittadinanza sempre più consapevole di questo bene comune essenziale». L’esortazione del Pontefice arrivi al cuore ed alle menti non solo dei cittadini ma anche di coloro che amministrano: in entrambi i casi, spesso il senso civico viene dimenticato, con tutte le conseguenze che ne convengono. Sara Pacitto
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