Scaricare reflui senza il preventivo trattamento è pessima abitudine di scellerati e criminali imprenditori; ce ne sono pochi, agiscono nei week-end ma bastano a danneggiare l’ambiente.
La pioggia torrenziale potrebbe aver ispirato i soliti noti che, manovrando abilmente i bypass realizzati illegalmente nelle condotte di depurazione e dei quali in pochi conoscono l’ubicazione, immettono nel fiume Sacco le sostanze provenienti dalla lavorazione industriale. Il massiccio quantitativo di schiuma è stato segnalato all’ufficio Ambiente coordinato dall’arch. Maia, il quale ha invitato i Carabinieri ad intervenire. Giova rammentare come, dopo decenni di inerzia, l’ottimo lavoro svolto dal Comando Carabinieri di Anagni ha consentito la mappatura delle condotte interrate. Un lavoro effettuato con l’ausilio della videoispezione (robot filoguidati), propedeutico alla messa in funzione (chissà quando) del depuratore consortile. Jackal
