Se vi chiedete da quando Sora ha il suo mercato, dovete tornare indietro fin nel medioevo.
Si ha notizia di un mercato già nella seconda metà del 1200. Si svolgeva però, di domenica. Fino al terremoto del 1915 il mercato era tra la porta di San Lorenzo, la chiesa e il ponte. Ci si recava al mercato per acquistare generi di sostentamento, ma si trovavano anche oggetti “alla moda” realizzati da fini artigiani attivi sul territorio. Per lo più attrezzi per facilitare il lavoro agricolo o suppellettili per cucinare. Genti provenienti da ogni angolo del Lazio e dall’Abruzzo si ritrovavano al mercato di Sora, centro commerciale fra i più importanti del Centro Italia. Quello di oggi è il mercato del giovedì nella “formula” che va avanti dagli albori del ‘900. Una tradizione lunga secoli, sospesa soltanto a causa di eventi straordinari come lo sono stati il terremoto e la pandemia. I sorani sono affezionatissimi al mercato tanto che ogni giovedì, per chi può, non manca mai una passeggiata. Bastano gli odori, i richiami degli ambulanti, le sonore risate delle donne in cerca dell’affare per entrare in connessione con la città che, per i sorani, è come una donna: la sentono propria, così tanto da considerarla un grande amore. Oggi, dopo essere stato sospeso a causa del Covid il mercato – sempre nel rispetto delle regole a garanzia del distanziamento – è tornato e le strade di Sora sono tornate a vivere. Ed il centro cittadino, vivace e rumoroso, diventa simbolo della città che riparte. IM
