(di Anna Ammanniti) I rifiuti si dividono, secondo l’origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali. A seconda della pericolosità possono essere pericolosi o non pericolosi. I rifiuti urbani, sono per esempio quelli che provengono dalle abitazioni e si smaltiscono in discarica con il servizio del Comune. I rifiuti speciali sono invece di origine professionale, provengono dalle attività industriali, agricole, artigianali, commerciali e di servizi e devono essere smaltiti in discarica con modalità diverse.
La distinzione tra rifiuti urbani e speciali è importante per stabilire le competenze di smaltimento. Mentre per i rifiuti urbani è il Comune, attraverso la ditta che gestisce i rifiuti, a portarli in discarica, per i rifiuti speciali ci sono dei centri autorizzati di smaltimento, con i quali gli imprenditori devono stilare un contratto a parte. Per esempio il negozio di abbigliamento smaltirà le cartacce buttate dai clienti nel cestino posto vicino la cassa, nell’indifferenziato. Generalmente le attività hanno un cassonetto posto nel piazzale dove conferire questo tipo di rifiuti. Mentre i cartoni e le scatole con la plastica di imballaggio non possono essere conferiti nell’indifferenziato, ma l’esercente dovrà affidare questi rifiuti speciali alle ditte autorizzate allo smaltimento, con le quali avrà firmato un contratto. È vietato mettere gli imballaggi nel ciclo di raccolta dei rifiuti urbani. Chi lo fa va incontro a delle sanzioni. Fatta questa premessa, arriviamo al punto. Troppo spesso succede invece che i “furbetti” hanno costantemente il motore del cervello acceso a mille per cercare di fregare il prossimo. Perché pagare per lo smaltimento dei rifiuti speciali a parte, se posso conferire di “nascosto” l’imballaggio vietato nei rifiuti domestici? Magari ogni giorno una – due buste infilate per “sbaglio” nell’indifferenziato … chi se ne accorge? Peccato che la loro condotta va a gravare sul portafoglio di tutti i cittadini e nei peggiori dei casi va anche a ledere l’ambiente. Altro esempio: un meccanico mette l’olio alla macchina del cliente. La tanichetta va smaltita come rifiuto speciale dalla ditta autorizzata e non dalla De Vizia, per intenderci. C’è invece la cattiva abitudine, una condotta purtroppo diffusa e radicata non solo nella città di Anagni, ma nella provincia di Frosinone, di mischiare di proposito (per risparmiare) i rifiuti provenienti dalle attività con i rifiuti urbani. Piccole quantità giornaliere per non destare sospetti. Sono atteggiamenti illeciti e che andrebbero controllati meticolosamente dagli organi preposti, ossia: Comune, De Vizia e Forze dell’Ordine. Il meccanico che oggi smaltisce una tanichetta nel secco, domani una lampadina, il giorno dopo l’olio usato, e poi gli imballaggi e i pezzi di ricambio e così via, danneggia fortemente la comunità. Perché ci sono diversi meccanici al giorno, (non tutti) diversi esercenti al giorno che con “discrezione” smaltiscono nel rifiuto domestico, ciò che invece va per legge smaltito a parte e pagato soprattutto a parte. Altro esempio: il genere alimentare con il pane secco, la prima fetta di mortadella ammuffita, le croste del formaggio, devono essere smaltite da una ditta a parte e invece via … tutto gettato nell’indifferenziato, il secchio nero della vergogna. Piccoli rifiuti che non destano grandi sospetti: scatoline, imballaggi di plastica, micro smaltimento che a fine anno alleggeriscono di un ingente quantitativo di rifiuti che dovrebbero smaltire a proprie spese. La ditta dei rifiuti presso le attività commerciali deve ritirare solo rifiuti differenziati provenienti da mense, spogliatoi e bagni, tutto il resto va smaltito a parte. In conclusione, la realtà assai diffusa è che alcuni imprenditori gettano nei cassonetti dell’indifferenziato anche i rifiuti provenienti dalla propria attività, che in questo modo vengono smaltiti con i soldi dei contribuenti e per di più questa condotta contribuisce nell’abbassare la percentuale di raccolta differenziata con conseguente aumento della Tari. Questo spiega anche il fatto che in parecchi Comuni quando la raccolta diventa virtuosa, la Tari non diminuisce, perché è il costo della indifferenziata che sale. Anna Ammanniti
