Boville – Economia, i piccoli Comuni nella morsa della crisi post Covid-19

Alessandra Cinelli
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La situazione è difficile se non drammatica. Gli incentivi alle imprese non bastano, gli amministratori locali già gravati da situazioni pregresse arrancano.

A Boville come altrove serve un piano di rilancio economico adeguato alle piccole e medie realtà economiche locali. Ne abbiamo parlato con Orlando Cervoni, ex amministratore provinciale e comunale, ma anche commerciante. Quanto è grave questa crisi? La crisi devastante della pandemia si inserisce in una situazione economica già difficile in Italia e più difficile nel nostro territorio, dove la crisi dell’edilizia, iniziata 10 anni fa, non è stata ancora superata. E questo fermo di tutte le attività ha avuto un impatto devastante. Di fronte a crisi sistemiche non basta la buona volontà: ci vogliono iniziative serie. E’ chiaro che la crisi di Boville Ernica passa attraverso il superamento della crisi dell’edilizia. Intanto, io spero, che i fondi per i risparmi energetici e la messa in sicurezza delle abitazioni, possano incentivare la ripresa del lavoro. Quali ricette possibili per una ripresa economica? Ognuno, giustamente, ha la sua di ricetta e non dimentichiamoci che la crisi di tante famiglie nasce da un modello di sviluppo che porta pochi ad arricchirsi mettendo in difficoltà gli altri.  Intanto non si deve lasciare nessuno senza nulla. E si può fare. Gli interventi importanti sono quelli di seguire le attività e le imprese fino alla ripresa. Il blocco dei licenziamenti è stato importante. Le tante attività commerciali ed artigianali nel territorio stanno ricominciando a riprendersi, ma il settore della ristorazione sconta una ripresa lenta e lunga. Le amministrazioni dovrebbero azzerare per queste attività i costi della raccolta rifiuti,  l’Imu, oltre al già deciso annullamento da parte del governo della imposta per l’occupazione del suolo pubblico. In un comune come Boville Ernica, si deve intervenire in modo mirato, con interventi specifici sia per le attività del centro storico, come per le tante attività nel territorio. E’ possibile, ma costerà tanta fatica. Sarebbe un peccato disperdere le tante specificità del nostro territorio. La cosa importante, oltre ai contributi che ci sono e che vanno potenziati, è la certezza di risorse per chi ha un’attività. Quello che serve, per tanti, è una liquidità certa, con finanziamenti che arrivino più rapidamente e devono essere a basso tasso e con molti anni per la restituzione. Nulla dovrà essere lasciato al caso, anche se non è facile Insomma, non ci sono ricette facili. L’Amministrazione comunale già arrancava prima del virus e non per voglia di polemica. Conosciamo il degrado che già c’era in Centro, con il parco chiuso prima del virus, il lavatoio pericolante, il Corso ancora con le transenne. Le zone del territorio con poca o nessuna manutenzione. Il campo sportivo abbandonato e il bocciodromo impraticabile. Insomma c’era da fare prima e ancora di più adesso. So che non è semplice, ma bisogna fare squadra, ascoltare i cittadini, chi ha una attività, invogliare il volontariato a dare una mano. Non lo so se tutti gli amministratori, a cominciare dal sindaco, abbiano questa impostazione e la voglia di superare vecchi limiti. Io sono sempre fiducioso. E lo sono anche per rispettare le tante persone che dappertutto ci hanno lasciato prima per colpa del virus e per tutti quei medici ed operatori sanitari che si sono battuti per salvare più vite umane possibile. Un grazie a… Tutti quelli che hanno fatto il possibile in questa emergenza, a partire dalle Forze dell’Ordine, nazionali e locali, la protezione civili, i medici, i parroci e tutte le Religiose, che hanno dato, con la loro presenza un punto di riferimento. Tutti abbiamo avuto un nodo alla gola per non aver potuto nemmeno salutare chi, anche per altre cause, ci ha lasciato in questi tre mesi tremendi. Per tutti voglio ricordare la scomparsa di Egidio Capogna, grande persona, ottimo amministratore e un amico e compagno di tante battaglie. A. Cin
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