Anagni – Il Circolo Legambiente sulla riduzione degli orari ZTL nel centro storico

Anna Ammanniti
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La riduzione degli orari ZTL del centro storico per il periodo estivo da parte del Comune di Anagin fa parecchio discutere, anche il Circolo Legambiente chiede la revisione di tale provvedimento.

La ZTL è stata pensata per contenere l’inquinamento atmosferico ed acustico, dare modo alle automobili di scorrazzare all’interno del centro storico è uno schiaffo agli abitanti che respirano smog eccessivo, alle attività commerciali che vedono sostanzialmente ridotto l’afflusso di gente a piedi, una mortificazione ai monumenti e antichi palazzi che assorbono i gas prodotti dai veicoli. Anagni senza ombra di dubbio viaggia contro corrente all’idea di città sostenibile. Per una city sostenibile e smart  la ricetta è molto chiara e consiste in semplici accortezze: condivisione di mezzi e servizi (sharing mobility), potenziamento del trasporto pubblico, ampliamento delle piste ciclabili urbane e suburbane, blocchi e limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti. Di seguito la nota stampa di Legambiente: Riteniamo del tutto inadeguato il provvedimento di riduzione degli orari della ZTL nel centro storico di Anagni -rif. ordinanza  n. 106 del 26 maggio 2020-  e ne chiediamo la revisione. Nell’ultimo dossier Mal’Aria, Legambiente individua, tra le altre, le seguenti azioni per contrastare l’inquinamento atmosferico: Nelle città occorre ripensare l’uso di strade, piazze e spazi pubblici adattandoli in funzione delle persone e non delle auto. Obiettivo realizzabile pensando ad interventi di arredo urbano integrato (…); prevedendo nuovi spazi verdi nei centri urbani attraverso la piantumazione di alberi nelle vie del centro e delle periferie, aiuole supplementari, ma anche intervenendo sugli edifici e sui tetti; inserire in tutta la pianificazione nazionale, regionale e urbana obiettivi ambiziosi e vincolanti che mettano al centro il potenziamento del Trasporto Pubblico Locale (TPL)– indirizzato fin da subito verso le motorizzazioni elettriche a emissioni zero – e politiche disincentivanti per l’utilizzo delle auto private nei centri urbani che dovranno inesorabilmente rimanere l’ultima (e più cara) opzione di mobilità in città. (…) In una città come Anagni, però si è quasi obbligati all’impiego degli automezzi privati per muoversi tra il centro storico e i quartieri periferici, dato l’esistente trasporto pubblico locale. Questo, tuttavia, non significa che si è obbligati a passare “dentro” il centro storico. La “Via Maggiore”, attuale Corso Vittorio Emanuele II, dovrebbe essere riservata allo scarico merci ed al transito dei residenti, limitando al massimo il traffico privato, perché per la sua conformazione di strada stretta fiancheggiata da alti palazzi, e in assenza, inoltre, di alberi che possano fungere da filtro, si verifica un effetto di accumulo dei gas di scarico delle auto che massimizza gli effetti negativi su salute e ambiente. Il potere inquinante dei motori a scoppio non sembra sufficientemente recepito dalla popolazione. Può essere utile ricordare che la circolazione dei veicoli a motore avviene, prevalentemente, tramite il processo di combustione dei carburanti fossili con i quali, a caro prezzo, vengono alimentate le autovetture, che il trasporto stradale rappresenta una delle principali fonti di emissioni di inquinanti atmosferici nelle aree urbane e minaccia pesantemente la salute dei cittadini e l’ambiente circostante e che i tubi di scarico delle nostre automobili emettono un insieme di sostanze nocive, definito comunemente “Miscela Velenosa” costituita da azoto, acqua, anidride carbonica, monossido di Carbonio, idrocarburi non combusti, ossidi di Azoto, ossidi di Zolfo e particolato carbonioso (PMx). Il traffico veicolare, poi, produce residui volatili di materiale del sistema frenante e particolato derivante dall’usura degli pneumatici. Per non parlare del rumore, dell’impatto visivo, del rischio di incidenti… Tutto ciò premesso, e fatte salve tutte le considerazioni socio economiche relative alla umiliazione di un centro storico importante, scrigno di tesori d’arte unici e mai abbastanza valorizzati, ridotto al miserevole ruolo di via di comunicazione e parcheggio, riteniamo del tutto inadeguato il provvedimento di riduzione degli orari della ZTL di cui all’ordinanza n. 106 del 26 maggio scorso e ci uniamo alle  associazioni cittadine “Quartiere Cerere” e “AnagniCambiaAnagni” nel chiederne la revisione. Anna Ammanniti
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