Ceprano – Un albero transennato per la caduta di rami scatena il putiferio politico

Carlo Capone
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Da qualche giorno in Piazza Martiri di via Fani sono state sistemate delle transenne attorno al grosso albero situato nell’angolo che si trova nelle vicinanze dell’ufficio postale. Si è infatti registrato un piccolo incidente per fortuna senza grosse conseguenze. Un ramo dell’albero, infatti, è caduto improvvisamente ferendo in maniera lieve una ragazza che si trovava sotto la pianta in quel momento. Per questo motivo, in attesa di capire il perchè dell’accaduto, si è preferito delimitare l’area. Nelle prossime ore ci sarà il sopralluogo di un perito per stabilire le condizioni dell’albero e la sua eventuale pericolosità. Nel frattempo, però, è nato un grosso dibattito sulla permenenza o meno della grossa pianta, la cui presenza in piazza risale addirittura agli anni ’60.

Da una parte l’opposizione che parla di un simbolo della città da preservare a tutti i costi, accusando l’Ammistrazione di aver operato una scarsa manutenzione e di voler tagliare la pianta. Per ora, però, non abbiamo avuto conferma di questa notizia. Se ne parlerà nel momento in cui tra qualche giorno si avrà il resoconto da parte del perito.  Ad intervenire sui social è stato il consigliere di opposizione Marco Colucci: <Il famoso arbusto è diventato col tempo uno dei punti di ritrovo dell’intera comunità. Sarebbe per questo un grave errore abbattere il nostro “gigante verde”. Al tempo stesso, però, è opportuno che si proceda ad una potatura della pianta, al fine di evitare pericolose cadute di rami e garantire così l’incolumità dei passanti>. A rincarare la dose anche Serena Viselli, con un post brevissimo ma molto eloquente “Ma che ne sanno”. Già in passato, comunque, questo albero era stato tirato in ballo come uno dei simboli della città. Per questo motivo il vicesindaco Cacciarella ha risposto alle polemiche con parole dure: <Eravate più propensi ad abbattere Palazzo Vespignani piuttosto che a recuperarlo, avete distrutto le fontane di Ponte Canale, avete raso al suolo la croce a S. Antonio, volevate spostare il mercato, avete portato in carrozza chi ha chiuso l’Ospedale Ferrari. E voi, oggi, dall’alto dell’albero della piazza, avete il barbaro coraggio di parlare a noi di simboli?! Di simboli?! Da voi nessuna lezione sui simboli e sulla storia della nostra città. Noi continuiamo a lavorare per recuperare il centro storico, palazzo Vespignani, la Torre medievale, e ancora, investiamo sul Museo, abbiamo creduto sul Gal Terre di Argil, abbiamo recuperato la Stazione, la Cappella Pio IX, bonificheremo la Cartiera dall’Eternit, e così via. Mentre noi valorizziamo la storia e i simboli di Ceprano, voi scendete da quell’albero, che cadono i rami al peso delle vostre incongruenze>. CAP
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