La pandemia è stata e lo è ancora, un’esperienza devastante! I bambini e i ragazzi sono stati gli unici a saperla affrontare nei migliori dei modi. Chiusi in casa per circa 70 giorni, mai una lamentela, solo didattica a distanza e studio. Tra insegnanti e alunni si è creato un connubio, un legame ancora più forte di quello che c’era prima del Coronavirus.
Periodo difficilissimo per la scuola, periodo di incertezze e sconvolgimento totale della vita scolastica. Con grande rammarico in questi giorni si è letta sui social una bizzarra critica del sindaco della città di Anagni nei confronti della consigliera di opposizione, insegnante Sandra Tagliaboschi, “obbligata” a fare lo smart working, cioè a lavorare da casa. ” … posso testimoniare che questo è successo a me come a tanti altri esponenti della maggioranza. Al contrario di chi oggi spara sentenze ma è stato comodamente a lavorare in smart working, noi eravamo sul campo non risparmiandoci su nulla.” Frecciata al veleno indirizzata all’insegnante Sandra Tagliaboschi, consigliere comunale di minoranza che ha avuto come “pecca” “l’ardire” di chiedere spiegazioni sull’attività amministrativa riguardante acquisto e distribuzione delle mascherine da parte dell’ente. Un’offesa che ha colpito il mondo dell’insegnamento. Alle parole del primo cittadino si è unito il consigliere delegato all’istruzione della città di Anagni, Riccardo Ambrosetti confermando sulla sua pagina social: “Al contrario di chi oggi spara sentenze ma è stato comodamente a lavorare in smart working, noi eravamo sul campo non risparmiandoci su nulla.” Un consigliere delegato all’Istruzione che rappresenta il mondo cittadino della scuola, può permettersi una simile esternazione? Tutti i docenti della scuola anagnina e italiana meritano ben altro da rappresentanti delle istituzioni perché lavorare in smart working non è stato affatto “facile” o “comodo”. Il dibattito politico diventa di cattivo gusto quando scade sul personale e nell’attacco palese di una categoria. Gli insegnanti tutti, dalle elementari alle superiori, hanno affrontato questa pandemia in modo eccellente. Ci sono docenti che erano poco avvezzi alla tecnologia, hanno messo l’anima per dare il loro contributo nel migliore dei modi. Insieme ai medici, sanitari, forze dell’ordine, gli insegnanti sono i veri eroi di questa pandemia e probabilmente la “leggerezza” di queste frasi, vanno riviste. Le divergenze politiche sono una cosa, il resto è cosa ben diversa (fotoweb). Anna Ammanniti
