Anagni – Riattivati i parcheggi a pagamento, coro di critiche e lamentele

Ettore Cesaritti
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Da lunedì 18 maggio, come da annuncio del Comune, è tornato l’obbligo del ticket per poter parcheggiare negli spazi delimitati da striscia blu.

Il balzello era stato sospeso a causa delle difficoltà e dei limiti alla circolazione imposti dal coronavirus, ma non appena s’è accennata la riapertura delle attività, all’amministrazione comunale non è parso vero poter tornare a fare cassa. Soprattutto con le multe, però; e non è affatto un buon segnale di dialogo e comprensione con i cittadini. Con il metodo della serva, infatti, non è difficile fare due conti e scoprire che per la ditta concessionaria del servizio, obbligata ad avere quattro dipendenti sul libro paga, avrebbe giovato tenerli in cassa integrazione ed evitare perdite conseguenti alla riduzione di utilizzo degli spazi. Per gli automobilisti, che faticavano ad abituarsi all’obbligo di descrivere il numero di targa, il pagamento obbliga l’utilizzo dei guanti e successivo abbandono degli stessi. Purtroppo, decine di guanti restano a terra, a causa della maleducazione di alcuni e di qualche folata di vento improvvisa. Non sarebbe stato meglio perdurare nella sospensione, o almeno eliminare l’obbligo di pigiare il numero di targa? Jackal
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