ESCLUSIVA Anagni – Conclusi i lavori all’ex discarica Radicina, ma il percolato torna a scorrere

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) L’ex discarica Radicina sorge all’interno della Macchia, il polmone verde della città. Sono quasi 25 anni che sputa veleno nel terreno, contribuendo in modo significativo all’inquinamento ambientale.

Stamattina ci siamo trovati davanti all’ennesima brutta sorpresa. Il rubinetto della discarica di Radicina perde ancora, il percolato è tornato a scorrere nel terreno. C’è poco da stare allegri, terminati i lavori del primo step per la messa in sicurezza della discarica Radicina, qualcosa deve essere andato storto. Sono iniziati a gennaio 2019 i lavori al sito con lo svuotamento del percolato, a luglio fu poi assegnata la gara di appalto per la MISE. Sono stati ripristinati i canali di drenaggio, è stata realizzata la recinzione e il capping, è stato aspirato ed eliminato il percolato prima e dopo i lavori. Il percolato però da stamattina scorre nuovamente, scivolando ai piedi dell’ex discarica, fuoriuscendo dalla cisterna. Come è possibile? Non piove da tempo, ed infatti il terreno si presenta con spaccature profonde dovute dalla siccità. Qualcosa non è andato nel verso giusto e molto probabilmente la falda ha riempito la cisterna. Da non sottovalutare infatti il fatto che sotto l’enorme collina di monnezza, si trova una sorgente, non tenuta forse da conto nei progetti per la sistemazione. Il percolato sia esso pericoloso o meno, è sempre un rifiuto che non deve essere abbandonato nel terreno, sono anni che inquina e non si riesce ad eliminarne la fuori uscita. La discarica è nata nel 1996, in questi 24 anni sono stati spesi bei soldini su quel sito, senza risolvere mai nulla. Solo in questa ultima messa in sicurezza si parla di mezzo milione di euro di lavori, senza considerare l’incalcolabile danno ambientale. L’unica soluzione definitiva resta la bonifica. Anna Ammanniti  
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