Il Palazzo comunale, travolto dal mal governo De Donatis e dalla incapacità politica degli assessori e dei consiglieri di maggioranza, implode su se stesso e trascina dietro di sé l’intera città. Solo venerdì scorso (8 maggio), si tiene la prima riunione tra dirigente Porretta, medico competente, responsabile della sicurezza e della salute dei lavoratori e sigle sindacali. L’obiettivo è decidere il da farsi in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro e all’accesso degli utenti.
Dopo due lunghi mesi di nulla nei confronti di problemi reali causati dalla pandemia Covid 19 (De Donatis è troppo preso dai suoi monologhi quotidiani inutili nel ruolo di sindaco “showman in streaming”), il gruppo di governo e il dirigente (nominato ad personam dal primo cittadino e pagato circa 70mila euro annui dai sorani) ricordano finalmente che è loro dovere garantire la sicurezza durante l’attività lavorativa comunale e durante l’interfaccia con i cittadini, nel rispetto di regole che tutelino la salute. Il top dell’incapacità è raggiunto, perché l’acquisizione di tale consapevolezza avviene solo grazie all’intervento dalle sigle sindacali (leggi qui). Eppure, dopo tale e tanta inerzia di governo, il sindaco si arroga anche l’ardire di rilasciare dichiarazioni ai giornali, vantando le future azioni di sanificazione e dimenticando che in tantissimi altri Enti le stesse avvengono ripetutamente da quasi due mesi. Sembra davvero un film comico (il comportamento di De Donatis fa tanto pensare a quello di un consigliere “ibrido” che “paperando” in continuazione ripete il suo verso), ma la barzelletta non finisce qui e va ad includere anche l’ennesima riorganizzazione. Siamo al tentativo 200.0. Obiettivo è far funzionare gli uffici. Si ricomincia tutto daccapo (dal 2016 non si fa altro) senza focalizzare che la disorganizzazione è soltanto nella testa e nell’incapacità di chi comanda. Si parte, quindi, con un nuovo schieramento del personale che, prendendo forma senza la pubblicazione della deliberazione di giunta che lo sancisce e durante il periodo dello “storpiato” smart working comunale, non permette né il passaggio delle consegne né l’affiancamento. Al caos, già sovrano da quattro anni, si somma altro caos, mentre tutto sprofonda nella nebbia generale, che di certo piace a chi attualmente amministra. Al contempo arriva il quarto Segretario Generale (è il sesto se si considerano i due a scavalco) e mette i piedi su un suolo bruciato da fughe strategiche e senza ripensamenti. Numerose le firme mancanti e troppe le cose non chiuse dai suoi predecessori… perché tanta la fretta di andare via? Di certo molte le criticità da affrontare. Le più dure quelle politiche. In primis Bruni che, da profondo conoscitore della materia, su Facebook pubblicamente afferma “…grazie all’idea del Minigolf è stato possibile RIQUALIFICARE UN RIONE…Le ricordo che il costo del campo da Minigolf incide minimamente (16%) sul costo totale della RIQUALIFICAZIONE…” senza neanche rendersi conto di quello che dice. Per non parlare di De Gasperis impantanato da quattro anni sull’organizzazione del mercato senza trovare alcuna soluzione. Segue Caschera, troppo impegnato a scrivere su un’agenda gli affidamenti e i bonus distribuiti, mentre Coletta aspetta in bicicletta un assessorato che non arriverà mai. C’è poi la Castagna che, senza nulla concludere né traccia lasciare (la sua delibera sull’alienazione delle case popolari non è stata votata neanche dalla maggioranza) segue Lecce che nel frattempo trama e tesse per sé e per chi gli sta a cuore. Niente fanno e niente dicono Mosticone e la De Donatis. Per non parlare della giunta dove la Paolacci ed il suo braccio armato arrogano una sconsiderata sovranità. Il sindaco è troppo impegnato a dare i numeri (sembra anche sbagliati!!!) e a comunicare i malati giornalieri (sembra anche quando non lo sono!!!) per occuparsi della città. Povera Sora… tanto incavolata e sempre più in ginocchio, attende tempi migliori. Oramai il 2021 è vicino!
