Essere musicisti al tempo del coronavirus è complicato e difficile, soprattutto in un momento in cui è l’arte a soffrirne maggiormente, vista l’impossibilità di contesti di aggregazione.
In questo periodo, non è semplice la situazione per i musicisti, che hanno visto annullare concerti ed eventi vari, su cui grava l’incertezza della riapertura dei luoghi dove poter espletare la propria forma d’arte. “Io, Gianluca Pica, musicista di Renzo Arbore l’Orchestra Italiana, come tutti i componenti del mio gruppo sono stato colpito dalla chiusura di teatri e piazze, e dall’annullamento delle date del tour primaverile-estivo. Vorrei sottolineare il fatto che dietro la nostra professione, esiste un mondo di lavoratori, tecnici del suono, luci, addetti al service, manager, agenzie, produttori e tutto ciò che ruota intorno a questo affascinante contesto. E’ un mondo vasto, fatto di tante persone, che meriterebbe di avere il giusto riconoscimento da parte dello Stato. Il nostro è un vero e proprio mestiere e come avviene per i lavoratori pubblici e privati, merita di essere riconosciuto come tale. In attesa che riprendano i concerti, c’è chi come me continua la sua professione da insegnante, attraverso lezioni in remoto e vendita di metodi di studio e videocorsi online, mantenendo stabili i rapporti con i propri studenti, come tutti i docenti stanno facendo fin dall’inizio del coronavirus. Questo mestiere è fatto di disciplina, dedizione, studio continuo e assiduo, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati. Termino il mio pensiero ricordando a tutti, in primis alle nostre istituzioni, che la musica educa, la sua importanza è universale nella cultura e fondamentale nello sviluppo di ognuno di noi. Se togliessimo ai nostri figli la possibilità di avvicinarsi alla musica, alla bellezza, all’arte, alla poesia, al teatro, insomma alla cultura in generale, cadremmo nel baratro di un mondo superficiale e privo di emozioni. L’importanza della musica e dei musicisti è indispensabile alla formazione di una società disciplinata, educata ed aperta alla socializzazione”. Grazie, maestro Gianluca! Jackal
