L’intervento della dott.ssa Monica Vivona, Psicoterapeuta formatrice, che ama ricordare “Il mio lavoro? Un privilegio accompagnare le persone nell’imparare ad amarsi”.
Analisi serena ma spietata “Le donne si preparano a fare un ennesimo passo indietro. Spiegando: ”Un problema della didattica a distanza, così com’è ora, è che ricade inesorabilmente sulle donne, sulle madri (in un futuro prossimo, probabilmente sulle nonne o zie). Sento già le mamme interrogarsi su come gestiranno la situazione a settembre, le sento ipotizzare di chiedere aspettative più o meno retribuite al lavoro, part-time o altre soluzioni. Le donne sono pronte, come sempre, a sacrificare la propria autonomia economica ed il proprio ruolo lavorativo. La didattica a distanza in questo momento è retta, da una parte, da appassionati e direi eroici insegnanti, e dall’altra, dalle madri, che da casa seguono, facilitano, organizzano, predispongono. Le donne, al solito, si occupano del lavoro di cura in famiglia: organizzazione domestica, appoggio affettivo, cura di anziani, disabili e bambini. Ora dobbiamo aggiungere a tutto questo, anche la didattica a distanza. Socialmente, economicamente e lavorativamente, quindi, le madri si stanno predisponendo a fare “un passo indietro”. Trovo che questa sia una grande sconfitta sociale. E’ necessario che gli esperti e la politica trovino delle soluzioni che siano sostenibili e che non ricadano sulle famiglie (ovvero sulle donne)”. Jackal
