Focus – Faresti vaccinare tuo figlio il prossimo autunno? Polemiche ed inquietudini dopo il film “Contagion”

Irene Mizzoni
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Una bufera di polemiche ha investito i social dopo la trasmissione, ieri sera su Canale5, del film “Contagion”: commenti ironici o dal sottile sarcasmo, critiche e l’inquietudine di chi ha “riconosciuto” la realtà in una storia vissuta su un set cinematografico già 9 anni fa.

Diretto da Steven Soderbergh, prodotto nel 2011, definito “una pellicola profetica” in quanto la trama introduce una circostanza molto simile alla pandemia che stiamo vivendo. La sceneggiata è stata realizzata con la collaborazione degli scienziati del “Centers for Disease Control and Prevention”, un importante organismo di controllo e prevenzione sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d’America, che hanno fatto da “consulenti” per raccontare una terribile epidemia mondiale che ha moltissime analogie con il Covid-19: uguali l’origine “spillover”, cioè il passaggio del patogeno da una specie ospite all’altra, i sintomi, il contagio, il mutamento del virus, le dinamiche del contenimento epidemiologico, la sottovalutazione da parte delle autorità; la ricerca del paziente zero, il distanziamento sociale, le disposizioni sanitarie circa l’uso delle mascherine, dei guanti, del lavarsi spesso le mani evitando di toccarsi il viso; il lockdown, le file per fare la spesa, il blogger cospirazionista, le teorie complottiste, la corsa al vaccino e le speculazioni finanziarie. Ed ancora, fosse comuni, l’intervento dei militari, zone rosse, l’Italia tra le nazioni più colpite, perfino il motto “andrà tutto bene”. Polemiche o no, il super cast ha avuto il suo successo: Matt Damon, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet e Marion Cotillard hanno tenuto incollati al piccolo schermo ben 3.334.000 spettatori, pari al 12.4% di share. Il film chiude con la produzione di un vaccino, in tempi piuttosto brevi, e la somministrazione all’uomo. E qui il turbamento: le notizie che arrivano dal panorama scientifico mondiale circa il vaccino per il Covid-19 sono rassicuranti, prima che termini l’anno avremo la formula immunizzante, questo è quanto comunicano le agenzie. È notizia di ieri che le prime 320 somministrazioni anti-Covid dello “Jenner Institute” della Oxford University, con la partnership dell’azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia, hanno evidenziato che il vaccino è “sicuro e ben tollerato”. Ad inizio luglio anche lo Spallanzani passerà alla sperimentazione sull’uomo di un suo antidoto. Verificare l’efficacia e la sicurezza di un prodotto medicinale richiede test e studi clinici meticolosi: quali sono effettivamente i tempi per stabilire le controindicazioni ed i possibili effetti a lungo termine? Sul sito ufficiale dell’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, si legge “Tutte le varie fasi dello sviluppo di un vaccino sono necessarie a ottenere informazioni il più possibile chiare ed esaustive su indicazioni, controindicazioni, avvertenze speciali, benefici e rischi del prodotto. Poiché i vaccini vengono somministrati a scopo preventivo in una popolazione sana, è necessario che le percentuali di efficacia siano molto alte e che il beneficio sia di gran lunga superiore al rischio”. L’auspicio è che l’intera popolazione non venga considerata come “cavia”, per testare una formulazione troppo precipitosa. Ma la domanda è una sola: il prossimo autunno tu vaccineresti te stesso oppure i tuoi figli? e se fosse obbligatorio? Sara Pacitto
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