Riceviamo e pubblichiamo.
“Qualche giorno fa – scrive il consigliere delegato Stefano D’Amore – è apparso un articolo a firma V.V. sulla testata giornalistica locale, TG24.info dal titolo ‘ISOLA DEL LIRI – Emergenza Coronavirus, i soldi ci sono, a il comune sospende le richieste per i buoni alimentari’. “Titolo sicuramente ad effetto e che, forse, voleva suscitare ondate di vibrante protesta verso l’Amministrazione Comunale. I fatti però, come spesso accade, si discostano da quanto riportato nel testo del pezzo giornalistico”. Ad intervenire sulla vicenda è il Consigliere Delegato ai Servizi Sociali del Comune Stefano D’Amore. “Lo stato di emergenza che stiamo vivendo, ad ogni livello della nostra società, mette a dura prova anche un settore delicato, quale i Servizi Sociali del nostro Comune. Ciò non toglie però che, come sempre, l’Amministrazione e tutto il personale preposto stiano dando il massimo. Colgo infatti l’occasione per ringraziarli. Tornando però al merito dell’articolo, è giusto precisare che i fondi che coprono i bonus spesa, provengono da due fonti distinte (Protezione Civile Nazionale e Regione Lazio). Per questa ragione hanno due diverse modalità di gestione e rendicontazione delle risorse assegnate ai cittadini. Abbiamo quindi dovuto procedere con ordine e assegnare prima le risorse giunte dalla Protezione Civile sino all’esaurimento delle stesse, successivamente, seguendo la procedura dettata dalla Regione Lazio, abbiamo attivato il nuovo bando il cui modulo è on line sul sito del Comune. Fin troppo facile, a questo punto, additare precipitosamente l’Amministrazione accusandola di preferire la farraginosità della burocrazia alla sensibilità necessaria in questo caso. Ogni iniziativa infatti, anche quelle di carattere emergenziale, come quelle che si stanno gestendo, fanno comunque riferimento ad una normativa e ad una procedura amministrativa che è dettata da leggi nazionali e regionali. Abbiamo ben chiaro quale sia il nostro compito in questo difficile momento, e lo stiamo onorando con zelo, scrupolo e la sensibilità necessaria. Sarebbe più utile in questo periodo un altro tipo di giornalismo, ma forse, è proprio questa la sensibilità che manca”.
