Focus – Emergenza Coronavirus, netta diminuzione della delittuosità in Italia

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Nel periodo di lockdown causato dall’emergenza sanitaria Coronavirus con l’adozione di una serie di misure urgenti da parte del governo si è verificata una sensibile diminuzione dei delitti in Italia.

La graduale limitazione della libertà di circolazione individuale ha fatto sì che scendessero drasticamente tutti i reati da quello dello sfruttamento della prostituzione, al furto con destrezza, le rapine. Il report realizzato dal Ministero dell’Interno sull’andamento della delittuosità nel mese di marzo 2020 evidenzia una netta diminuzione del trend sul territorio nazionale (-66,6%), registrando 203.723 delitti commessi nel periodo dal 1° al 31 marzo 2019 e 68.069 nello stesso periodo del 2020. Sono dei dati operativi che possono comunque fornire alcune indicazioni sull’andamento della delittuosità nel nostro Paese in questo periodo di emergenza sanitaria. L’analisi dei dati mostra in particolare una diminuzione più rilevante per alcuni reati quali lo sfruttamento della prostituzione (-72,9%), le violenze sessuali (-72,5%), i furti (-72,2%), di cui con destrezza (-81,2%) e in abitazione (-76,4%), le rapine in uffici postali (-77,3%) ed una diminuzione meno rilevante per altri reati quali le rapine in genere (-59,9%), i delitti informatici (-49,9%) e quelli inerenti agli stupefacenti (-46,1%). Nel periodo in esame, confrontato con l’analogo periodo dell’anno precedente, si registra una diminuzione inferiore rispetto ad altri reati nei maltrattamenti contro familiari o conviventi (-37,4%) e nelle rapine alle farmacie (-28,2%). Tra le regioni che fanno registrare il maggiore decremento della delittuosità in generale, nel periodo 1° marzo –31 marzo 2020 rispetto all’analogo arco temporale dell’anno precedente, si annoverano Lombardia e Veneto dove sono state dapprima adottate le misure limitative della libertà di circolazione delle persone fisiche in quanto, in tali territori, si sono manifestati i primi focolai epidemiologici. La Lombardia è però la regione dove si registra il maggior numero di delitti commessi nel periodo 1° marzo –31 marzo 2020 (10.841 reati totali) sebbene rispetto all’analogo periodo del 2019 (39.908 reati totali) si segnali un decremento del 72,8%. Ecco le regioni che hanno riportato, nel periodo 1° marzo – 31 marzo 2020 rispetto all’analogo periodo del 2019, una maggiore diminuzione percentuale dei reati commessi sono il Trentino Alto Adige (-73,8%), la Lombardia (-72,8%), il Veneto (-70,8%), l’Emilia Romagna (-70%), la Toscana (-69,6%), le Marche (-68,6%) e il Lazio (-68,1%). Si riportano di seguito i dati relativi ad alcune fatti specie delittuose che destano particolare allarme sociale, tutti in decremento, evidenziando le regioni dove si è registrato un numero maggiore degli specifici reati. I furti da 95.706 episodi sono scesi a 26.603 (-72,2%) in  Lombardia con 4.391 a fronte di 19.729(-77,7%), Lazio con 3.529 rispetto a 12.904 (-72,7%), Campania con 3.316 a fronte di 9.228 (-64,1%), Sicilia con 2.252 rispetto a 6.850 (-67,1%), Puglia con 2.186 rispetto a5.873 (-62,8%) ed Emilia Romagna con 2.156 rispetto a 8.964 (-75,9%). I danneggiamenti sono diminuiti da 25.371 casi a 7.193 (-71,6%) in Lombardia con 1.436 episodi a fronte di 6.171 (-76,7%), Piemonte con 988 rispetto a 3.738 (-73,6%), Lazio con 663 a fronte di 2.325 (-71,5%), Emilia Romagna con 603 rispetto a 2.115 (-71,5%), Sicilia con 512 a fronte di 1.291 (-60,3%), Toscana con 508 a fronte di 1.937 (-73,8%) e Venetocon 497 a fronte di 1.625 (-69,4%). Le lesioni dolose da 5.283 casi a 1.649 (-68,8%) in Lombardia con 227 a fronte di 903(-74,9%), Campania con 211 rispetto ai 551 (-61,7%), Lazio con 176 a fronte di 525(-66,5%) e Sicilia con 165 rispetto a 432 (-61,8%). Le truffe e frodi informatiche da 17.981 episodi a 6.785 (-62,3%): Campania con 959a fronte di 1.766 (-45,7%), Lombardia con 941 rispetto a 3.308 (-71,6%), Sicilia con 650 a fronte di 1.235 (-47,4%), Piemonte con 626 rispetto a 1.520 (-58.8%), Veneto con 594 a fronte di 1.519 (-60,9%) e Lazio con 585 rispetto a 1.839 (-68,2%). Le rapine da 2.317 a 928 episodi (-59,9%) in Campania con 168 a fronte di 447 (-62,4%), Lombardia con 158 rispetto a 467 (-66,2%), Lazio con 112 a fronte di 287 (-61%) e Sicilia con 97 rispetto a 209 (-53,6%). I reati inerenti agli stupefacenti da 3.575 casi a 1.928 (-46,1%) in Lombardia con 325 a fronte di 531 (-38,8%), Lazio con 244 rispetto a 544 (-55,1%), Piemonte con 169 a fronte di 283 (-40,3%), Sicilia con 153 rispetto a 296 (-48,3%), Emilia Romagna con147 a fronte di 275 (-46,5%), Puglia con 144 rispetto a 196 (-26,5%) e Campania con136 a fronte di 272 (-50%). Il reato di usura, al contrario, fa registrare un leggero incremento in quanto si annoverano 11 episodi nel 2019 e 12 nel 2020 (+9,1%), dei quali 5 in Campania (a fronte di nessuno nel 2019), 3 nel Lazio (rispetto a 2), 1 in Lombardia e Sicilia (a fronte di 1) e 1 in Veneto e in Liguria (a fronte di nessuno). Le regioni che registrano un maggior numero di reati commessi nel periodo 1° marzo -31 marzo 2020 sono la Lombardia con 10.841, la Campania con 7.973, il Lazio con 7.644, la Sicilia con 6.153 e il Piemonte con 5.565. Il Veneto, con 4.119 episodi si colloca alla nona posizione. Il panorama criminale, nel periodo in esame, si presenta differente se basato sul rapporto tra i reati commessi e il numero di abitanti su base regionale. Le regioni che presentano un maggior numero di reati commessi ogni 100.000 abitanti sono la Campania con 137 e il Lazio con 130, seguite dal Piemonte con 128 e da Puglia e Sicilia con 123. La Lombardia con 108 reati ogni 100k abitanti si colloca alla nona posizione, mentre il Veneto con 84 alla quindicesima. Gli omicidi volontari commessi in Italia dal 1° marzo al 31 marzo 2020 hanno registrato un deciso decremento (-71%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, nel periodo in esame, sono stati 7 gli omicidi con vittime di sesso femminile (erano 12 nel 2019) e 7  quelli in ambito familiare affettivo (13 nel 2019). Dei 7 omicidi maturati in ambito familiare affettivo, ben 6 hanno riguardato vittime di sesso femminile. Anna Ammanniti
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