Il lockdown ha provocato un aumento degli irregolari nei settori dell’acconciatura e dei centri estetici: oltre al danno economico che la categoria sta subendo, dover sopportare pure la beffa di quanti si spingono all’abusivismo della professione è inaccettabile. Affitti, bollette, tasse da pagare ce ne sono per tutti, anche le regole dovrebbero valere per tutti: le misure restrittive sono state adottate per contenere il contagio del Covid-19, chi trasgredisce lo fa in maniera consapevole, a danno della salute pubblica.
Soggetti che si improvvisano parrucchieri ed estetisti senza possederne i requisiti professionali, che non rispettano alcuna norme oltre alla totale mancanza di sicurezza in tema igienico/sanitario. Un “sommerso” che da sempre rappresenta una forma di concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori regolari, adesso ancor più infame se consideriamo il rischio epidemiologico. Anche in Terra di Cicerone sono diverse le segnalazioni in tal senso. Su facebook lo sfogo di un’imprenditrice arpinate «Dal primo giorno ho avuto paura del virus: oggi ho più paura e schifo di alcuni colleghi ed “abusivi” che, imperterriti, vanno a casa delle persone a fargli piega, colore, taglio “anche con delle buone offerte”. Ma il rispetto dove sta? Non vi vergognate?». Alcune circostanze sono state documentate: se l’illecito continuerà, le testimonianze raccolte verranno sottoposte alle Forze dell’Ordine: è giusto ricordare che commettono reato anche coloro che si rivolgono agli operatori abusivi e li “ospitano” presso la propria abitazione. In questo scenario di emergenza sanitaria, chi trasgredisce deve essere punito severamente insieme a chi usufruisce della prestazione abusiva: da entrambe le parti c’è irresponsabilità, entrambe le parti mettono a rischio la salute delle persone. Intanto Confartigianato Benessere, che rappresenta i saloni di acconciatura ed i centri estetici, ha stilato un codice di autoregolamentazione per consentire alle imprese di riaprire al più presto l’attività, garantendo la sicurezza dei clienti, degli stessi imprenditori e dei loro dipendenti. Si tratta di misure che integrano sia le disposizioni emanate dal Governo sia quanto già previsto dalle leggi di settore e dai Regolamenti regionali e comunali. Le condizioni prevedono lo svolgimento dell’attività esclusivamente su appuntamento, il distanziamento delle postazioni, meccanismi di rotazione della clientela per limitarne la permanenza nei centri, utilizzo di dispositivi di protezione individuale, sanificazione degli ambienti… Sara Pacitto
