Frosinone – Covid-19, crisi nel settore fieristico internazionale: nulla è ancora perduto

Alessandra Cinelli
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Prospettive per le fiere nei mercati internazionali:  Donato Cinelli amministratore delegato Universal Marketing  guarda al futuro.

Fiere rinviate o annullate, l’economia al tempo del Covid 19 fa i conti con enormi conseguenze. I risvolti negativi, con tutti i probabili strascichi per le imprese e l’economia globale saranno difficile da contenere. Si spera in una ripresa che sia rapida e indolore, ma ci vorrà tempo. Gli eventi fieristici internazionali rappresentano una parte importante dell’indotto nazionale. Il Made in Italy è garanzia di qualità all’estero e gli imprenditori italiani fanno a gara per aggiudicarsi una fetta degli investitori d’oltralpe, soprattutto asiatici ed americani. Da New York a Shanghai c’è tutto un mondo che ruota attorno alla produzione italiana: moda, cibo, design. In questo mondo parla italiano anche l’Universal Marketing, società che organizza la partecipazione di aziende, enti ed organismi associativi alle più importanti manifestazioni fieristiche internazionali riservate ad operatori specializzati. Abbiamo chiesto all’amministratore delegato, Donato Cinelli, quale futuro attende l’indotto fieristico. <Covid 19 è il peggior scenario possibile per un organizzatore di fiere internazionali –ha dichiarato- Noi gestiamo durante l’anno la partecipazione di oltre 800 imprese italiane alle fiere in programma in quasi tutti i continenti. C’è un lavoro importante che viene fatto per garantire la tenuta degli eventi nella loro riprogrammazione. Attualmente, guardiamo sicuramente alla Cina come al primo Paese con cui tornare a fare affari. Sarà infatti il primo mercato a ripartire. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, purtroppo, le previsioni ci costringono ad essere più cauti>.
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